Educare alla rappresentanza: il progetto AGORÀ

Un progetto formativo di responsabilizzazione e crescita: nei quattro appuntamenti del Progetto AGORÀ gli studenti di Roma hanno approfondito le dinamiche organizzative della vita in collegio e degli eventi intercollegiali.

«Ti diamo il benvenuto in quello che potrà diventare la tua nuova casa. Come ogni casa, dovrà essere arredata, ma non con mobili, bensì con relazioni da allacciare e con esperienze da vivere. Per riuscirci, avrai bisogno di metterti in gioco per costruire una comunità. Ogni comunità è composta da persone con diverse attitudini e necessità, che possono essere compiutamente espresse nelle commissioni organizzative. Ma come far collaborare in modo produttivo tante teste pensanti?»

Il Vademecum del buon rappresentante di Collegio pone un’interessante questione, a cui i partecipanti del Progetto AGORÀ sanno rispondere.

Il Progetto, il cui nome sta per Ascolto, Gratuità, Organizzazione, ResponsabilitÀ, si è concretizzato in quattro momenti di incontro (da novembre 2018 fino allo scorso 22 maggio) organizzati in collaborazione con EDUCatt e il Consiglio Organizzativo Intercollegiale (COI) presso la sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. I partecipanti al percorso, una quarantina di persone tra studenti coinvolti in ruoli di rappresentanza nei collegi e nel COI e membri delle direzioni dei collegi, hanno partecipato attivamente agli appuntamenti, ricevendo al termine dell’ultima serata un attestato di partecipazione.

I partecipanti del Progetto AGORÀ al termine del primo incontro.
I partecipanti del Progetto AGORÀ al termine del primo incontro.

Il Progetto AGORÀ si pone come obiettivo la formazione e l’educazione alla rappresentanza: gli studenti che hanno partecipato all’iniziativa hanno avuto la possibilità di mettersi concretamente in gioco durante momenti formativi, laboratoriali e riflessivi per valorizzare e comprendere a tutto tondo l’esperienza di vita in collegio e l’intercollegialità, in un contesto di organizzazione e responsabilità.

Offrire alla comunità le proprie soft skills, essere in grado di mettersi in discussione e in dialogo con chi ha più o meno esperienza, assumersi le proprie responsabilità e in contemporanea saper lavorare in squadra creando un rapporto di confidenza e di rispetto: questi sono solo alcuni dei punti che emergono dal Vademecum del buon membro COI, uno dei documenti nati durante i quattro appuntamenti del Progetto AGORÀ.

Gli studenti al lavoro durante il secondo incontro.
Gli studenti al lavoro durante il secondo incontro.

Educare e responsabilizzare, ma anche rappresentare e organizzare: i partecipanti al corso hanno saputo dar prova di sé in diversi modi, per esempio allestendo schede tecniche per eventi che coinvolgessero la vita comune in collegio (come le gite o l’immancabile Panendorata dei collegi di Roma) o calandosi nel ruolo di moderatori durante l’ultimo modulo, quando hanno dimostrato di saper testimoniare la propria esperienza di rappresentanza.

«È stato un percorso estremamente positivo sia dal punto di vista degli studenti che da parte delle istituzioni dei collegi» racconta Rita Montrone, responsabile del Progetto AGORÀ assieme a Daniela Lo Tenero, don Giacomo Pompei e Matteo Viadana. «Il timore iniziale che l’iniziativa proposta potesse annoiare è svanito davanti all’entusiasmo dimostrato dai partecipanti. Stiamo già pensando a una seconda edizione del percorso, che comunque non si va a esaurire nei quattro incontri previsti: abbiamo visto quanto i ragazzi, nei loro ruoli di rappresentanza nei collegi e nel COI, mettano in pratica quanto appreso e ne possiamo valutare aspetti positivi e criticità su cui lavorare per migliorare».

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