In EDUCatt è Natale se…

Il Natale si avvicina e negli uffici di EDUCatt l’atmosfera si scalda con suggestioni ed evocazioni natalizie condivise nei corridoi

«La meraviglia ci attende alle frontiere dell’ordinario, quando tutto inizia ad alterarsi ma potrebbe ancora rimanere reale» (Meslin, 1984): così nelle gelide giornate di dicembre, quando l’inverno si palesa nelle nuvole di fiato e nei nasi arrossati dal freddo, quando tutto si deve svolgere come in qualsiasi altro mese, con occorrenze, appuntamenti, preoccupazioni e impegni quotidiani, in angoli di vita del tutto ordinari si riscopre una magia unica, improvvisa, che ci sorprende come un tiepido abbraccio e ci ricorda l’approssimarsi del Natale. Proprio in quell’attimo, semmai banale, ordinario o di routine, nasce la poesia che ci travolge e ci fa esclamare “Questo per me è Natale”. Una parte della vita quotidiana, un oggetto, un gesto, un colore, un sapore o un profumo che come una Madelaine di Proust risveglia lo spirito carico di attese e di amore che il Natale porta con sé.

La meraviglia sta nell’unicità dell’evocazione: così potremmo vedere il Natale nascere negli occhi di Luisa quando, passeggiando per viale Piave, vede il Presepe dei frati Cappuccini o in quelli di Micaela se fossimo con lei quella mattina di dicembre in cui decide di cambiare la playlist in macchina con musiche natalizie, come lo vedremmo brillare sul viso di Sabina quando passeggiando per la città illuminata si ferma sotto l’albero riccamente addobbato in galleria. Nelle luci riflesse nell’acqua del Naviglio Grande nasce anche il Natale di Matteo, nel clima di attesa e di preparazione nasce la magia di Emanuela, nelle pubblicità natalizie si riscopre il Natale di Alessandro, mentre nelle canzoni dello Zecchino d’oro nasce per Alessia l’evocazione dei pomeriggi bambini di dicembre fatti di canzoni, novene e lanterne da costruire nell’attesa di una nuova nascita.

Il Natale è per tanti momento di condivisione e di convivialità da spendere in famiglia intorno a tavolate preparate con cura e riempite di delizie: così per Susanna, per Santo e per Valentina basta il riunirsi intorno ad un tavolo e spendere del tempo con i propri cari, magari lontano per il resto dell’anno, per fare del Natale un momento di magico ritrovo.

L’incanto del Natale non pone confini sensoriali all’evocazione: così il gusto del Natale è per Antonio nei cardi in pastella e per Corrado nel sapore del polpo con le patate, il profumo del Natale è per Andrea nei mandarini e nelle mani appena dopo averli sbucciati, per Marco nella sensazione della mano che affonda nel cestino delle arachidi e dei pistacchi, mentre la musica del Natale risuona per Roberto nelle risate dei bambini che giocano trepidanti d’attesa.

Che sia nelle atmosfere, cittadine o casalinghe, nelle tradizioni, bambine o adulte, nei gesti e negli sguardi delle persone, vicine o lontane, l’augurio è di cogliere ognuno la propria evocazione e custodirla con cura, coltivarla e condividerla per arricchire l’ordinario del quotidiano con attimi di straordinarietà.

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