La Scala di Milano per i giovani

Tra i tanti giovani che hanno animato il foyer del Teatro alla Scala in occasione dell’Anteprima Giovani della Tosca di Puccini anche una delegazione di collegiali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha accolto con entusiasmo una delle tante offerte del progetto LaScalaUNDER30.

«Fare dono della cultura è fare dono della sete. Il resto sarà una conseguenza» scriveva Antoine de Saint-Exupery e quale spinta se non la sete di conoscenza ha mosso tanti giovani a trascorrere l’intera nottata del 12 novembre davanti al botteghino del Teatro alla Scala per conquistare un biglietto d’accesso alla prima giovani del 2019, riservata agli under 30. Ad aprire la stagione lirica 2019-2020 La Tosca di Puccini, diretta da Riccardo Chailly, preceduta, come da tradizione, dall’anteprima riservata ai giovani sotto i trent’anni e accessibile a prezzi vantaggiosi. 

Tra i giovani consapevoli che la cultura non sia solo specializzazione anche una delegazione di collegiali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha popolato il foyer del teatro con abiti eleganti e animi trepidanti d’attesa: quella del 4 dicembre 2019 è stata per Francesco Bruno, collegiale dell’Augustinianum e studente di economia, «una serata indimenticabile, davvero forte dal punto di vista emotivo, che spero di poter replicare anche l’anno prossimo con l’augurio che molti altri ragazzi possano fare, almeno una volta, quest’esperienza nella vita».

L’anteprima dell’Opera che inaugura la Stagione, detta la “primina”, è solo una delle offerte che il progetto LaScalaUNDER30 dedica ai giovani allo scopo di avvicinare all’opera e al teatro i molti ragazzi, spesso studenti, che troverebbero nei prezzi interi un freno alla loro curiosità, se non addirittura alla loro passione, e che invece, a fronte di tariffe agevolate, possono riscoprire il fascino dell’atmosfera teatrale e arricchire i loro percorsi di formazione con una cultura ad ampio raggio, che non si esaurisca sui libri e nelle aule.

Significativo che i nostri collegiali continuino a cogliere, seguendo una tradizione di lunga data, il valore di questa occasione di crescita che, andando oltre la formazione professionale, alimenta in loro la consapevolezza che «la cultura consiste di connessioni, non di separazioni» (C. Fuentes) e dona a noi la speranza di un futuro costruito non da preparati specialisti, ma da uomini e donne capaci di riconoscere la bellezza e disposti a spendere tempo per coltivarla.

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