«Ascoltare bene è quasi rispondere». Un gruppo di lavoro per interpretare i bisogni della comunità universitaria

Da tempo la Fondazione mette in campo strategie d’indagine sul grado di soddisfazione dei fruitori dei suoi servizi: nell’anno della visita di accreditamento dell’Anvur la prospettiva è una maggiore apertura e condivisione di strumenti con l’Università

Definire un progetto significa determinare un obiettivo e disporre la programmazione delle attività per il suo raggiungimento: così l’obiettivo della nostra comunità accademica, come recita l’articolo 1 dello Statuto, è contribuire «allo sviluppo degli studi, della ricerca scientifica e alla preparazione dei giovani alla ricerca, all’insegnamento, agli uffici pubblici e privati e alle professioni libere […] attraverso un’istruzione superiore adeguata e una educazione informata ai principi del cristianesimo». Per misurare il grado di raggiungimento dei propri obiettivi e la qualità delle attività proposte le Università dispongono di strumenti di valutazione interna, quali i nuclei di valutazione (istituiti dalla legge 537/93, art. 5), e di un organismo di valutazione esterna, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), costituito agenzia indipendente al fine di razionalizzare il sistema di valutazione della qualità delle attività delle università e degli enti di ricerca pubblici e privati. Durante il 2020 l’Università Cattolica sarà oggetto di una visita di accreditamento periodico dell’ANVUR e ospiterà una Commissione di Esperti della Valutazione (CEV) incaricata di valutare, in modo collegiale, il Sistema di Assicurazione della Qualità implementato dall’Ateneo. Tra gli aspetti oggetto di valutazione anche il sistema di monitoraggio e raccolta dei dati e l’efficacia delle politiche d’Ateneo in materia di Assicurazione della Qualità (AQ): anche EDUCatt da anni impegna energie in indagini di tipo qualitativo e quantitativo volte a misurare il grado di soddisfazione e di consapevolezza dei fruitori dei suoi servizi lavorando nella direzione di una risposta più puntuale alle necessità riscontrate, nonché di un potenziamento degli aspetti comunicativi fondamentali.

Il Progetto LIFE (Lightening Innovations for Empowerment), avviato nel 2017 in seguito alle indagini svolte in precedenza, nasce con l’obiettivo di dar voce ai diversi gruppi di interesse della Fondazione e di ascoltare i bisogni, le opinioni e i suggerimenti della comunità universitaria. Due sono le principali strategie d’indagine: i questionari, strumenti di misurazione quantitativa articolati in domande chiuse e aperte e somministrati, grazie al supporto del Nucleo di Valutazione dell’Università Cattolica, agli studenti dei Collegi In Campus delle sedi di Milano e Piacenza (2017), ai Docenti (2018) e al Personale Tecnico Amministrativo (PTA) di EDUCatt e dell’Università Cattolica (2019); e i Focus Group che concorrono invece a un’indagine di tipo qualitativo attraverso piccoli gruppi di studenti guidati dallo staff di psicologi di EDUCatt in un dialogo semistrutturato per raccogliere la percezione sui servizi della Fondazione e indagare la consapevolezza in tema di diritto allo studio. I tavoli di lavoro in programma per il 2020 chiederanno nuovamente la partecipazione degli studenti, in particolare delle sedi di Milano e Piacenza, dei collegiali di Milano, ma anche per la prima volta degli studenti internazionali e del Personale Tecnico Amministrativo (PTA) di EDUCatt, mentre è in cantiere, a distanza di due anni, un nuovo questionario per i docenti e un Focus Group tematico sul progetto Casa Fogliani.

Nella convinzione che «ascoltare bene è quasi rispondere» (Pierre Marivaux) la prospettiva di lavoro del Progetto Life è quella di una maggiore apertura e condivisione di strumenti con l’Università nella direzione di un dialogo sempre più fluido e di un’integrazione sempre più funzionale che concorra al miglioramento della qualità del percorso universitario e dell’esperienza dello studente.

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