Dieta vegetariana: l’altra faccia della medaglia

Continua il viaggio alla scoperta delle diete a base vegetale a cura del professor Miggiano: mangiare sano è un obiettivo che può essere raggiunto con una dieta a base vegetale, ma significativi miglioramenti nello stato di salute sono possibili anche con modelli di dieta a base vegetale moderata.

Una dieta vegetariana (o addirittura vegana) può essere adottata per vari motivi, che includono considerazioni ecologiche, economiche, religiose, etiche e sanitarie. È stato scientificamente dimostrato che una dieta vegetariana, qualora correttamente applicata, risulta un buon metodo per ridurre l’indice di massa corporea (BMI), migliorare il profilo lipidico plasmatico e ridurre l’incidenza di alta pressione arteriosa, malattie cardiovascolari, ictus, sindrome metabolica ed arteriosclerosi. Inoltre, sono stati osservati un miglioramento della sensibilità all’insulina e tassi di diabete e cancro inferiori rispetto alla popolazione generale onnivora. 
Alcuni studi, tuttavia, hanno constatato che adottare una dieta vegetariana può portare a cambiamenti che potrebbero incidere negativamente sull’organismo. Tra questi: iperomocisteinemia, carenza di proteine, anemia, diminuzione dei contenuti di creatinina nei muscoli ed interruzione mestruale nelle donne che, in concomitanza a questo regime alimentare, aumentano l’attività fisica.

Gli interventi volti a migliorare la salute dell’intera popolazione mirano ad aiutare i pazienti ad adottare stili di vita più sani: mangiare sano è un obiettivo che può essere meglio raggiunto con una dieta a base vegetale (ma non esclusivamente), definita come un regime che incoraggia il consumo di cibi integrali, alimenti a base vegetale e scoraggia invece carne, latticini e uova, così come tutti gli alimenti raffinati e trasformati. Sono questi interventi che possono contribuire ad abbassare l’indice di massa corporea, la pressione sanguigna, l’emoglobina glicata e i livelli di colesterolo, con conseguente minor uso di farmaci costosi necessari al trattamento di malattie croniche. Modelli di dieta a base vegetale moderata, che permettono anche il consumo di piccole quantità di carne, pesce e latticini, hanno dimostrato significativi miglioramenti nello stato di salute: le diete a base vegetale, infatti, contengono una miriade di nutrienti e sostanze noti per avere benefici per la salute. Tuttavia, le diete vegetariane restrittive, come la dieta vegana, possono causare carenze nutrizionali con effetti deleteri sulla salute. Per questo motivo, una consulenza adeguata è di fondamentale importanza per garantire una dieta vegetariana nutrizionalmente bilanciata, in particolar modo se si tratta di gruppi vulnerabili.

Oltre a valutare l’adeguatezza della dieta, i professionisti in campo nutrizionale possono anche svolgere un ruolo chiave nell’educare i vegetariani sulle fonti di nutrienti specifici, sull’acquisto di cibo e sulle modalità di preparazione, oltre che sulle modificazioni dietetiche improntate a soddisfare le loro esigenze.
Per questo motivo, risulta ormai chiaro che adottare una dieta onnivora prudente con moderate quantità di prodotti di origine animale, in cui la carne rossa è in parte sostituita da carni bianche o pesce (soprattutto pesce grasso ricco di acidi grassi omega-3), insieme al consumo di ampie quantità di prodotti vegetali non raffinati, possa rappresentare un buon compromesso ed avere il medesimo fattore di protezione della salute, al pari di una dieta vegetariana ben pianificata.
C’è da dire tuttavia che le popolazioni di vegetariani/vegani che vivono nei paesi ricchi sembrano solitamente godere di buona salute, non soltanto per ragioni dietetiche (non consumano carne rossa e consumano alimenti benefici come frutta, verdura, cereali integrali, oli vegetali), ma perché sostengono uno stile di vita corretto e salutare, in quanto fanno esercizio fisico e si astengono da alcool e fumo.

In ultima analisi, dunque, si può concludere che l’adozione non obbligata (per scelta) di una dieta su base vegetale, soprattutto se molto restrittiva (vegana), richiede un’attenta supervisione medica in grado di colmare eventuali carenze alimentari attraverso l’utilizzo di integratori specifici e alimenti fortificati. 

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