Editoriale

Gli impegni per un contributo comune

Le prospettive della Fondazione e gli impegni per il nuovo anno che richiedono il contributo di tutta la comunità universitaria per il mantenimento e lo sviluppo dei servizi.

L’apertura del nuovo anno richiama già fortemente, e da subito, alle sfide lanciate nel 2019 e che EDUCatt è chiamata a raccogliere per rispondere ai bisogni sempre più stringenti degli studenti e delle loro famiglie: a partire dalla necessità di contribuire sempre meglio al progetto educativo dell’Ateneo – con gli strumenti a disposizione e sempre nell’ambito del mandato affidatoci dall’Università Cattolica – fino alla necessità di trovare e rendere strutturali nuove forme di finanziamento per garantire la sostenibilità dei servizi e la loro qualità, a fronte della progressiva riduzione del Contributo regionale per il funzionamento.

Si tratta di sfide che, come sempre, sono anche opportunità: continuano ed evolvono quanto già fatto in questi anni, e passano per l’ottimizzazione costante, per il controllo dei costi, per l’intelligenza creativa.

A questa impresa è chiamata a contribuire l’intera comunità che trae e porta interesse all’operato di EDUCatt, con serenità e propositività, ciascuno nel rispetto dei relativi ruoli; innanzitutto i lavoratori, che ne sono il cuore pulsante, ma anche gli stessi studenti e le altre componenti dell’Ateneo sono elementi indispensabili per concretizzare al meglio la mission della Fondazione, attraverso il confronto costante, la professionalità, il dialogo e l’entusiasmo.

Le iniziative per il 2020 sono numerose, dalla Ristorazione alla Residenzialità a tutti gli altri servizi, con la ricerca di maggiori efficienze, ma anche contemperando l’obiettivo di sostegno agli studenti con l’equilibrio di bilancio. È un’attenzione doverosa, che porta però con sé l’opportunità di immaginare nuove soluzioni di sostegno, ad esempio sulla traccia della formula studentwork che impiega ormai più di 50 studenti all’anno all’interno dell’Università consentendo di fornire loro un beneficio importante – paragonabile e per certi versi superiore alla borsa di studio – o su quella del progetto sperimentale di Casa Fogliani, che intende fornire nel piccolo un modello per inventare nuovi modi di generare risorse a sostegno di studenti in estrema difficoltà.

Questi modelli possono, in qualche modo, anche andare incontro all’aumento costante delle richieste di borsa di studio, che segnala una necessità di aiuto alle famiglie sempre più impellente e ripropone ipoteticamente il fenomeno degli studenti «idonei non beneficiari» in mancanza di risorse statali complessive destinate alla copertura dei benefici. Negli anni scorsi, con uno sforzo importante, l’Università Cattolica e la Fondazione EDUCatt sono riuscite a finanziare con risorse proprie le borse di studio in favore di tutti gli studenti che in base alle disponibilità pubbliche non avrebbero potuto accedere al beneficio: è un argomento da considerare sempre prioritario, anche a costo di rinviare qualche progetto o di ridimensionare alcuni interventi, così come è già stato fatto in passato, e il cui pensiero deve ispirare l’agire quotidiano.

Sul fronte dei costi dei servizi è necessario continuare a mantenere alta l’attenzione sull’ottimizzazione e l’efficientamento, ma anche ragionare con responsabilità, valutando negli anni, ove opportuno, possibili graduali aumenti delle tariffe diversificate in funzione del reddito, con una maggiore contribuzione da parte degli studenti aventi una capacità economica più alta, tenendo in conto il confronto con gli altri Atenei e con il mercato.

In tutti questi campi, i programmi di sostegno e sviluppo offerti dalla Comunità Europea rappresentano una ulteriore opportunità per innovare e far crescere la qualità dei servizi, intensificando l’impegno della Fondazione nella partecipazione a progetti e bandi di finanziamento.

Infine, ma non ultima, l’emergenza ambientale è un fatto che deve farci pensare a soluzioni ormai necessarie per legge, ma che ci richiama soprattutto in maniera stringente alla «cura della casa comune» ed è un’ulteriore occasione per condividere abitudini e pratiche virtuose: sia continuando nel processo di audit energetico sulle utenze sia negli interventi strutturali volti a conseguire, nel medio-lungo periodo, un risparmio delle risorse comuni e la creazione di una cultura condivisa che parta dall’imperativo di «non sprecare». Di tutti questi scenari, di queste sfide EPeople, al suo secondo e lusinghiero anno di vita, vuole dar conto puntualmente, in corso d’opera, per stimolare proposte e riflessioni, oltre che per rendere ragione dell’operato all’intera comunità che di EDUCatt fa parte: è anche per questo motivo che a partire da questo numero viene inviata anche a tutti gli ospiti dei collegi, come interlocutori privilegiati e primi interpreti dei bisogni, perché attraverso il contributo di tutti sarà possibile immaginare l’equilibrio strutturale e il mantenimento di una qualità e quantità di servizi offerti che già oggi consentono, con orgoglio, di contribuire al programma e all’immagine dell’Ateneo che s’avvia al traguardo importante dei cento anni di vita.

EDUCatt EPeople