EditorialeIn EDUCatt

Fine d’anno, tempo di bilanci

Alla fine dell’anno la Fondazione può guardare a un futuro sfidante che, lungi dall’intimorire, richiede di rivedere alcune azioni e riprogettarne altre per essere al passo con i tempi e con le richieste della comunità universitaria, restando sempre ancorati al valore della persona e dei principi del progetto formativo dell’Università Cattolica.

E diversi sono i bilanci a cui Fondazione EDUCatt può guardare.

Un bilancio interno all’organizzazione, che vede in ogni sede un gruppo competente ed affiatato, capace di dare concretezza, con alti standard di qualità, al suo essere ente strumentale al servizio del progetto formativo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Una Fondazione che si riconosce in una cultura organizzativa di servizio, portatrice di un patrimonio simbolico che pone sempre al centro la persona – in primis le/gli studenti – e valori di equità, solidarietà e giustizia.

Un bilancio legato alle azioni concrete realizzate nelle diverse sedi: per esempio la ristrutturazione di Mensa.5 a Milano, l’apertura di uno sportello a Cremona, la ristrutturazione di Bistrò.84 a Piacenza, la revisione di Mensa&Caffè.23 a Roma, l’offerta della formula Express Asporto a Brescia.
Sono qui elencate solo alcune delle molte opere realizzate, spesso in tempi ristrettissimi, grazie alla collaborazione di maestranze e personale EDUCatt impegnate in una progettualità condivisa, volta a rendere significativa e piacevole l’esperienza delle studentesse e degli studenti dell’Ateneo.

Un bilancio sul networking della Fondazione che la vede non solo protagonista sul piano nazionale, per esempio con la sua partecipazione e il ruolo direttivo in ACRU e in Fondazione Endisu, ma anche sul piano internazionale, con l’acquisizione di 3 bandi europei in cui Fondazione è PI o partner: il progetto EDU-Home, volto a favorire la cooperazione tra attori coinvolti nella mobilità degli studenti, in particolare rispetto all’housing; il progetto SELF, volto a sviluppare le capacità imprenditoriali degli studenti e delle studentesse (solopreneurship) e il progetto ESC-tension 2, focalizzato sullo strumento della European Student Card.

Infine, un bilancio economico su cui, in questi anni, stanno impattando fattori esogeni consistenti – per esempio la forte riduzione dei contributi in Conto Gestione di Regione Lombardia – e imprevedibili – per esempio la pandemia, le crisi internazionali, la carenza di materie prime e l’aumento dei costi per le utenze.

Si tratta di fattori sfidanti, sia per Fondazione sia per gli studenti e le loro famiglie, che incalzano per il nuovo anno EDUCatt a trovare nuove risposte alle forti sollecitazioni derivanti dai bisogni dei propri portatori di interesse.

Per far fronte a questo, si tratta di progettare e sviluppare, con l’Ateneo, un nuovo modello per il Diritto allo Studio e per i servizi alla comunità universitaria, sempre più basato sulla personalizzazione dell’accoglienza e dell’offerta, per venire meglio incontro alle richieste dell’Ateneo stesso e delle/degli studentesse/studenti, anche in considerazione della costante riduzione dei finanziamenti pubblici – i quali già oggi ammontano soltanto al 40% di quanto destinato prima della pandemia (e che potrebbero ridursi ancora di più) – e dell’aumento del fabbisogno economico necessario a coprire le borse di studio per i richiedenti idonei, cioè per tutti coloro che hanno i requisiti per ottenere un beneficio economico, per i quali negli ultimi 10 anni l’Università Cattolica è intervenuta con fondi propri in misura sempre maggiore (nell’ultimo anno per oltre 3 milioni di euro) e anche EDUCatt ha partecipato in servizi e fondi propri.

La Fondazione sta proseguendo in un forte impegno per aumentare l’efficienza e ridurre significativamente i costi di gestione e rendere anche strutturalmente stabili i processi con un maggiore impatto sulla gestione, la ristorazione e la residenzialità, mantenendo alto lo standard dei servizi offerti.

Le azioni da immaginare richiedono dunque di far fronte alla costante riduzione della contribuzione pubblica, contemperando l’obiettivo di sostegno agli studenti e alle studentesse con l’equilibrio di bilancio e continuando a realizzare soluzioni di supporto alternative alla borsa di studio, come ad esempio, il contratto Studentwork, l’unico in Italia che consente agli studenti di impegnarsi in una vera esperienza lavorativa pensata per conciliare gli studi con la possibilità di sperimentarsi un contesto lavorativo.

Si tratta certamente di una sfida fondativa e identitaria che, lungi dall’intimorire, va letta come un’opportunità per rivedere alcune azioni e riprogettarne altre, per essere al passo con i tempi e con le richieste della comunità universitaria, restando sempre ancorati al valore della persona e dei principi del progetto formativo dell’Ateneo.

Un ringraziamento sincero a tutte/i per il contributo, la competenza e la serietà nel lavoro quotidiano in Fondazione, quello realizzato e quello che si concretizzerà nel prossimo anno. Serene festività.