La resilienza del Collegio San Luca-Armida Barelli

Da sempre incline all’adattamento, il Collegio romano andrà incontro nei prossimi mesi ad alcuni cambiamenti strutturali che non andranno però a intaccare il suo spirito e la coesione delle studentesse che lo hanno vissuto e ne hanno a cuore la storia e la tradizione.

Padre Agostino Gemelli, morto nel 1959, non fece mai in tempo a vedere realizzato il progetto da lui definito «sogno dell’anima», la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, inaugurata due anni dopo da papa Giovanni XXIII e dall’allora cardinale Giovanni Battista Montini e intitolata proprio al fondatore dell’Università. La neonata Facoltà vede sin dai primissimi tempi un’affluenza tale da richiedere l’istituzione di spazi adibiti all’alloggio delle studentesse che frequentano la sede universitaria romana; nascono quindi il convitto per le ragazze iscritte al corso di Infermieristica, posto sui piani V, VI e VII dell’Ala Q del Policlinico Gemelli e dedicato alla cofondatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Armida Barelli, e il San Luca (inizialmente collocato in una struttura esterna al campus e poi sito negli anni ottanta sui piani VIII e IX), pensato per le studentesse di Medicina e Chirurgia. Circa quarant’anni dopo la morte di Gemelli, l’accorpamento e la nascita dell’unica struttura del Collegio San Luca-Armida Barelli, aperto anche alle studentesse della Facoltà di Economia.

L’arrivo del 2020 avrebbe dovuto simboleggiare per il Collegio romano l’occasione di celebrare l’importante traguardo dei vent’anni dall’unione dei due convitti, un anniversario carico di significato per la storia e le tradizioni delle collegiali di ieri e di oggi. I festeggiamenti sono stati posticipati: l’imprevista situazione di emergenza sanitaria ha posto di fronte alla sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma una sfida che sin dall’inizio è stata affrontata a testa alta, con la consapevolezza di dover prendere – come scrive nell’editoriale di EPeople il direttore di EDUCatt Angelo Giornelli – «delle decisioni a volte impattanti, anche nell’ottica di un interesse comune superiore». Così, nel supportare il Policlinico Gemelli, attivo in prima linea durante la pandemia, i piani dell’Ala Q sono stati messi in brevissimo tempo a disposizione del personale sanitario dell’ospedale; questo ha comportato la necessaria ricollocazione delle studentesse ancora presenti in Collegio e degli effetti personali di tutta la comunità del San Luca-Armida Barelli, operazioni avvenute rapidamente e nel massimo rispetto delle norme e della privacy delle persone coinvolte.

Attualmente la situazione emergenziale, pur in una positività generale, non permette di abbassare la guardia. Per questo motivo, per rispondere adeguatamente a quanto viene richiesto dalla Fondazione Policlinico Gemelli e per continuare a essere di supporto a una realtà particolarmente attiva nella gestione della pandemia, la situazione dell’Ala Q è destinata a rimanere tale, almeno per il prossimo futuro. La storica sede del Collegio San Luca-Armida Barelli dunque rimarrà a uso esclusivo del personale ospedaliero, mentre le collegiali avranno a disposizione la nuova sistemazione ad alto livello di servizio dell’Istituto Adorazione del Sacro Cuore (via della Pineta Sacchetti 231).

Le collegiali del San Luca-Armida Barelli nel 2020 si trovano dunque in una condizione simile (ma diversissima sotto molteplici punti di vista) a quella delle loro “colleghe” di circa sessant’anni fa; non per questo la necessaria modifica dell’ambiente residenziale diventerà occasione di divisione o disgregazione, anzi. La Direzione del Collegio, affiancata dalla Fondazione per il Diritto allo Studio Universitario, è fiduciosa della capacità di adattamento che il Collegio San Luca-Armida Barelli ha dimostrato sin dai suoi primissimi giorni, e si pone come primario l’obiettivo di «salvaguardare l’identità, la storia, la cultura, le tradizioni e la comunità stessa del San Luca-Armida Barelli» – queste le parole di Rita Lucia Montrone – e delle sue ospiti, quelle di ieri e quelle di oggi. Ed è la stessa direttrice del Collegio, suor Alessandra Berti, che nell’introduzione (intitolata Due nomi, una sola identità) di una pubblicazione EDUCatt di prossima uscita in cui finalmente vengono celebrati, attraverso la voce delle ex collegiali, i vent’anni del San Luca-Armida Barelli, ricorda l’importanza del trasmettere l’«origine “relazionale”» della vita collegiale e del capire di trovarsi in una realtà «”più grande”, perché frutto del percorso di chi ci ha preceduto e ha costruito una rete di legami e una identità “di collegio”, che continua a vivere e a generare appartenenza».

«Il Collegio rimane anche oggi luogo che contribuisce alla formazione della personalità di ogni studentessa e alla costruzione di legami significativi, accompagnando ciascuna a sentirsi pietra viva nella edificazione della “casa comune”, in cui il Collegio viene trasformato giorno dopo giorno, grazie al prezioso apporto di ciascuna.»

(suor Alessandtra Berti, Due nomi, una sola identità)

[Grazie in particolare ad Alberto Astuto e Rita Lucia Montrone per la collaborazione alla stesura di questo articolo; la foto è di Andrea Aschedamini – differentphotography per EDUCatt.]

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