La progettazione internazionale in EDUCatt: accompagnare lo studente verso il suo futuro

Siamo a dicembre, tempo di bilanci e di attenzione verso quel che si è fatto e quel che presto verrà. Un mese che vede concludersi il progetto MyAcademicID, l’ultimo tra quelli portati avanti dal team di EDUCatt dedicato.

MyAcademicID è il progetto, finanziato dalla call CEF 2018, nato per facilitare la mobilità internazionale degli studenti con la realizzazione di un identificativo digitale unico per semplificare (e rendere uniformi) i processi burocratici di identificazione europea degli studenti. Un’iniziativa figlia di un processo più ampio che ha visto EDUCatt partecipe di un primo passo nella stessa direzione, grazie alla European Student Card (ESC) dove ci si proponeva di permettere a piattaforme diverse, sparse per l’Europa, di comunicare fra loro e riconoscere lo stato di studente fuori dalla propria istituzione di appartenenza.

Due tappe di uno stesso percorso che ormai da diversi anni impegna la Fondazione in dialogo con altre istituzioni per attuare quel piano di inclusione, sostenibilità e sviluppo digitale dichiarato come obiettivo primario proprio in questi giorni, durante la conferenza dei ministri dell’EHEA (The European Higher Education Area).

Ma cosa vuol dire partecipare a un gruppo di lavoro che si occupa di progettazione internazionale all’interno di un ente per il diritto allo studio? Significa allenare il pensiero laterale cercando di anticipare – e quindi declinare nel migliore dei modi – i bisogni degli studenti. Bisogni non per forza tangibili (la mensa o i collegi, per esempio) ma anche trasversali ovvero le famose soft skills di cui sentiamo parlare sempre più spesso nel mondo del lavoro. In effetti, si potrebbe pensare di essere di fronte a un ossimoro o per lo meno a una contraddizione: diritto allo studio e mondo lavorativo, due binari lontani. E invece non è così, perché lo studente è innanzitutto una persona che non cessa di esistere dopo la fine del suo percorso di studi, ma necessita di essere accompagnato anche dopo, con gli strumenti più adatti a fare un salto nel mondo là fuori.

In quest’ottica, dopo l’esperienza maturata con MyAcademicID e ancora prima con ESC e Wise, EDUCatt ha sposato l’idea del progetto ESC-tension (EU Student Card Extension and Adoption) finanziato dall’Unione Europea per un totale di 24 mesi a partire da novembre 2020 che vede Fondazione ENDISU come capofila, e un partneriato complessivo di altri 5 paesi oltre l’Italia.

L’iniziativa si propone di implementare un toolbox che armonizzi il rilascio della European Student Card e i servizi da essa direttamente derivati – nonché favorire l’adottabilità della ESC stessa, al momento ancora poco diffusa a livello europeo. Lo scopo primario è creare una piattaforma gratuita che guidi tutte le istituzioni dell’Higher Education non solo nei pessaggi di adozione della carta (quindi il come fare ad adottare la ESC) ma che favorisca la fruibilità dei servizi che lo strumento offre a livello extra-nazionale nei casi di mobilità studentesca.

Un progetto che vede EDUCatt protagonista dell’innovazione dei servizi agli studenti secondo le due direttrici che da sempre guidano l’avventura della progettazione internazionale dell’Ente: favorire il riconoscimento degli studenti fuori dalle istituzioni di appartenenza e trasformare l’offerta dei servizi cercando di accogliere i bisogni dei ragazzi con sguardo nuovo orientato al futuro.

Optimism is a strategy for making a better future. Because unless you believe that the future can be better, you are unlikely to step up and take responsibility for making it so.
(Noam Chomsky)

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