Vegano o vegetariano?

Nel mese dei buoni propositi, anche alimentari, sotto la guida attenta del prof. Miggiano inizia un viaggio in più puntate alla scoperta delle diete a base vegetale: dalla loro origine alle loro caratteristiche, dai benefici sulla salute ai rischi di regimi alimentari non monitorati da un costante controllo medico.

Alcuni lettori  affermano di essere vegetariani o vegani. Molte volte questi stili di vita , non solo alimentari, vengono confusi tra di loro. Facciamo chiarezza: la  parola “vegetariano” nella letteratura scientifica viene utilizzata per indicare una persona che non mangia animali di terra, d’acqua, d’aria, principalmente né di carne né di pesce. Questo termine entrò in uso quando in Inghilterra fu fondata la Vegetarian Society nel 1847, i cui membri si nutrivano di uova e latte oltre ai prodotti vegetali. Il vegetariano a sua volta può essere latto-ovo-vegetariano (se assume sia latte e formaggi che uova), latto-vegetariano (se assume solo latte e formaggi) o ovo-vegetariano (se assume solo uova). Solitamente un vegetariano non mangia carne e derivati di questa (tipo gli affettati).

Una persona vegana invece, oltre a non mangiare carne (o tessuti)  animali, non mangia nemmeno i loro prodotti derivati come il latte e latticini, uova e miele. Il termine vegano deriva dalla contrattura dal termine “vegetariano” e fu coniato dall’inglese Donald Watson che nel 1944 fondò la Vegan Society, escludendo dalla dieta vegetariana anche latte e uova. 

Le ragioni che spingono a seguire questi stili di vita sono principalmente dettate da motivi salutistici, etici ed ecologici. 

I cibi che sono utilizzati per sostituire le proteine animali sono a base di soia (tofu e tempeh), derivati di lavorazioni specifiche del frumento con aggiunta di ceci (mopur) oppure dal solo glutine (seitan) o glutine+farina di legumi (muscolo di grano). In commercio si trovano anche altri prodotti come le bevande vegetali a base di soia, di avena, di riso e di mandorle (ma di questi prodotti parleremo più avanti).

In Italia, secondo l’Eurispes, i vegetariani sono circa 6 milioni (10% della popolazione), tra i primi dell’Unione Europea, mentre i vegani sono l’1%. L’alimentazione vegetariana non può essere improvvisata, ma deve essere correttamente pianificata con l’aiuto di un esperto al fine di mantenere un’adeguatezza nutrizionale: nei prossimi articoli vedremo da vicino le caratteristiche delle diete vegane e vegetariane, i vantaggi per la salute e i rischi di regimi alimentari non seguiti attentamente da un costante controllo medico.

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