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La scuola aperta tra gli ultimi. La lezione di don Roberto Sardelli

Nei giorni in cui dieci regioni italiane sono entrate in zona rossa e migliaia di alunni e di alunne tornano a seguire le lezioni da casa, dovendo rinunciare all’esperienza formativa ed educativa della scuola, e questa rischia di trasformarsi in uno spettacolo scadente da seguire attraverso uno schermo, è importante raccontare la storia di chi, la scuola, l’ha incarnata in ogni modo possibile, anche all’interno delle baracche.

Siamo a Roma, a fine anni sessanta, nella borgata dell’Acquedotto Felice. Un giovane prete, Roberto Sardelli, decide di andare a vivere nella folla di migranti meridionali, principalmente, abruzzesi, che abitano quelle baracche. E in una di queste, la numero 725, comprata per pochi soldi da una prostituta, don Sardelli fonderà una scuola.

Questa storia straordinaria, contenuta in Dalla parte degli ultimi, volume uscito negli ultimi mesi del 2020 per Donzelli editore, e narrata anche in un documentario del 2007, Non tacere di Fabio Grimaldi, ci racconta di una lezione di pedagogia e di cristianesimo radicale. Schierarsi, come insegna il Vangelo, dalla parte dei piccoli e dei diseredati e stare tra gli ultimi per insegnare. Non solo nozioni ma soprattutto strumenti per cambiare se stessi e il mondo. E per fare capire che con la scuola, l’istruzione, la forza di volontà, la consapevolezza e l’attenzione, si può cambiare ogni destino, anche quello segnato dalla miseria più nera.

Il libro, composto dalle conversazioni raccolte da Massimiliano Fiorucci, mostra i percorsi di tante vite diverse, tutte intrecciate dalla frequentazione di un luogo e di una persona che con la loro stessa presenza testimoniavano l’esistenza della possibilità della scelta.

«Mi volevano bene. Ma anche se mi avessero voluto male, io non faccio la scuola perché mi vogliano bene, questo lo può fare un mercante, ma non un educatore. Un educatore deve anche essere duro e procurarsi il male che gli vogliono i ragazzini».

Non un’esperienza facile ma una lotta umana e politica dove, come scrive Alessandro Portelli nella prefazione, sempre era presente la «dolorosa coscienza di come per gli “ultimi” ogni conquista sia non solo pagata con pesanti prezzi umani, ma sia anche precaria e spesso deludente».

Il documentario Non tacere di Fabio Grimaldi, 2007

La Scuola 725, unendo istruzione e riscatto sociale, era aperta a tutti. E sempre. Non c’erano giorni di vacanza o lunghe ricreazioni né per il maestro né per gli studenti. Per i ragazzi e le ragazze di don Sardelli, infatti, che si ispirava al magistero di don Milani a Barbiana, non c’era tempo da perdere, se l’obiettivo, nella tensione continua verso la conoscenza e l’impegno, era la ricostruzione, passo a passo, di se stessi.

Simone Biundo

Simone Biundo (Genova, 1990) è insegnante di lettere a Genova in una Scuola secondaria, è editor della rivista «VP Plus», è ricercatore indipendente di storia dell’editoria e della letteratura. Ha pubblicato poesie su «Neutopia», «Margutte», «Poesia del nostro tempo» e «Nuovi Argomenti». Per Interno Poesia è uscito il suo primo libro di poesie, "Le anime elementari" (2020). Con il poeta Damiano Sinfonico, l’attrice e linguista Sara Sorrentino cura la rassegna di poesia contemporanea , poet. – alla libreria Falso Demetrio. Qui in EDUCatt collabora come ghostwriter, SMM e content manager.

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