“Lo smart working in EDUCatt”: un’indagine qualitativa sul lavoro a distanza

Negli scorsi mesi alcuni colleghi sono stati protagonisti di un’indagine qualitativa – condotta da un’équipe di lavoro coordinata dal Prof. Emanuele Testa e sfociata in un elaborato di tesi – che ha messo in luce i punti di forza e di debolezza del lavoro a distanza, prefigurando future piste per l’implementazione di una modalità di lavoro mista.

Cogliere l’importanza dei cambiamenti in atto e provare ad anticiparne gli esiti significa lavorare per garantire opportunità di crescita e di progresso: così, dopo più di anno in cui il lavoro a distanza si è repentinamente trasformato nella modalità preferenziale adottata da una alta percentuale di lavoratori EDUCatt, la Direzione della Fondazione ha ritenuto strategico avviare uno studio sulle modalità di lavoro durante la pandemia, al fine di coglierne tutte le condizioni di positività sperimentate nel periodo e di ridurre, allo stesso tempo, le criticità che sono emerse. Cercando di guardare oltre la situazione d’emergenza – in cui la gratitudine per aver potuto tutelare la salute personale ha superato i limiti di normative e tecniche non ancora del tutto raffinate – la volontà di EDUCatt è stata quella di indagare i miglioramenti necessari affinché il lavoro agile possa davvero diventare una risorsa efficace, cioè una modalità normale e propriamente integrata nella vita lavorativa.

Per fare questo è stata nuovamente chiesta la collaborazione del Professor Emanuele Testa che, insieme a un’équipe di collaboratori, ha avviato uno studio dal titolo “Lo Smart-working in EDUCatt: da una condizione vincolata di lavoro a distanza a una possibilità di sviluppo organizzativo”. 
La ricerca, svolta nell’ambito del corso di Metodi e Tecniche di Lavoro con i Gruppi e le Organizzazioni del corso di Laurea in Psicologia degli Interventi Clinici nei Contesti Sociali (Università Cattolica del Sacro Cuore – Sede di Brescia), ha visto coinvolti 15 lavoratori di EDUCatt in video interviste singole condotte dalle dottoresse Andrea Beatrice Galeazzi e Angela Tapparo e svolte da remoto tra il 15 e il 23 febbraio 2021. Grazie all’esplorazione delle loro esperienze e alle loro rappresentazioni in merito all’impatto del lavoro a distanza, il lavoro di ricerca – coordinato dallo stesso professor Testa e dalla professoressa Chiara D’Angelo (docente) – ha generato la base per la tesi di laurea della studentessa Angela Tapparo che ha potuto mettere a fuoco possibili implementazioni del lavoro a distanza in un’ottica di integrazione organizzativa. Il gruppo di lavoro ha poi restituito alla Fondazione un report dettagliato sui punti di forza e i punti di debolezza dell’esperienza dei mesi trascorsi, prefigurando future piste di lavoro per l’implementazione di una modalità di lavoro mista.

Tra i punti di forza del lavoro a domicilio emergono una maggiore concentrazione e una migliore precisione nello svolgere le attività, ma anche una miglior gestione del tempo e un accrescimento della serenità psicologica, mentre tra gli aspetti critici ritorna il tema di una mancanza di regolamentazione (si pensi agli straordinari) e di una diminuzione della privacy legata all’abbattimento del confine casa/lavoro, cui si affianca e si lega la reperibilità prolungata anche oltre l’orario di lavoro o la settimana lavorativa.
A partire da questi e molti altri aspetti evidenziati dallo studio qualitativo condotto, l’équipe di lavoro ha quindi proposto alcune prefigurazioni future basate su nuove esigenze organizzative e rinnovati fabbisogni di conciliazione: in primo luogo un nuovo concetto di lavoro per obiettivi o per progetti che richiede materiali di verifica concreti e una figura di coordinamento (manager) capace di definire in modo chiaro ruoli e tempi e di indagarne la progressione grazie a un confronto frequente, un dialogo efficace e un rapporto di fiducia reciproco. Inoltre, tra gli aspetti da implementare per favorire il lavoro in team e la comunicazione tra colleghi sono necessarie strategie come incontri calendarizzati o formazione ad hoc per utilizzare al meglio gli strumenti tecnologici a sostegno del lavoro (es. linee guida per i tempi delle call).

Un lavoro di ricerca che nasce con l’obiettivo di produrre elementi di conoscenza organizzativa sui processi e le modalità di lavoro a distanza in EDUCatt, ma che non si esaurisce in questo aprendo di fatto nuove piste di lavoro che colgano ciò che di buono e di innovativo c’è stato in questo momento storico drammatico e intervengano sulle criticità che la fretta e l’esigenza dello scorso anno non hanno saputo arginare.

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