Beata Armida Barelli: il ricordo della «sorella maggiore» tra le mura dei collegi

L’esempio e la vocazione di Armida Barelli, prossima alla beatificazione, stimolano nelle ragazze che vivono i collegi il desiderio di ricordarla e di onorarne il lascito: dal sito di riflessioni scritte dalle collegiali del Paolo VI alla mostra sull’impegno editoriale della Barelli a cura del Marianum, senza dimenticare libri e social.

Il 2021 è un anno di particolare importanza per l’Università Cattolica del Sacro Cuore e per chi la vive nel quotidiano: è l’anno del traguardo dei cento anni per l’Ateneo, con il tanto auspicato – e sicuramente inatteso, nei piani originali – ritorno alla “normalità” nello svolgimento delle attività universitarie. Non solo: accanto a questa ricorrenza, una serie di fortuite coincidenze non fa altro che impreziosire il centenario, arricchendolo di significati e profondità. Così, il fatto che il 20 febbraio 2021 papa Francesco abbia aperto la strada alla beatificazione di Armida Barelli rende ancora più speciale l’anno e i festeggiamenti.

Donna laica, mistica del quotidiano, «sorella maggiore» di tutti (anche e soprattutto di padre Gemelli), «cassiera» dell’Università Cattolica, motivo per cui quest’ultima è dedicata al Sacro Cuore: Armida Barelli è stata questo e molto altro, in un mondo e in un tempo in cui la figura della donna faticava a trovare uno spazio. Questo non è mai stato ostacolo, ma anzi spinta propulsiva per vivere al meglio la propria missione, tra scienza e necessità materiali («tra Maria e Marta», riprendendo le parole di monsignor Claudio Giuliodori su “Presenza”). Armida Barelli voleva far trasparire negli anni – nei secoli – l’immagine di un’Università «la quale più che di pietra è fatta di cuori», ed è anche merito suo se la cura e l’attenzione verso la persona sono al primo posto nel nostro Ateneo.

Quale miglior modo per riprendere le attività nei collegi e nelle residenze se non proprio con il ricordo di un personaggio che ha fatto tanto anche e soprattutto per le studentesse, per la loro emancipazione e la loro valorizzazione?

«Armida costituisce un modello di riferimento non solo per noi collegiali e studenti dell’Università Cattolica, ma per ogni giovane che cerca di trovare la propria strada nel complesso groviglio del nostro tempo e di superare gli ostacoli che la vita quotidianamente ci presenta. Armida, con la sua fede e totale dedizione a Dio, ci insegna ad affidarci al Padre per affrontare ogni possibile prova che la vita ci pone.»

Armida Barelli: una guida per le giovani collegiali

Questa riflessione, a cura di Francesca Bianco, Josefine Minguzzi, Sofia Rizzi e Marta Ru, fa parte del percorso di riscoperta della figura di Armida Barelli, intrapreso dalle collegiali del Paolo VI nel corso dello scorso anno accademico. A partire da alcuni testi tratti dal volume La sorella maggiore racconta… Storia della Gioventù femminile di Azione cattolica italiana dal 1918 al 1948 le ragazze hanno avuto la possibilità di toccare con mano l’attualità degli insegnamenti di Armida Barelli e di contestualizzarlo nella realtà della vita in università e in comunità, preparando a loro volta delle riflessioni che sono andate a formare un sito dedicato alla «sorella maggiore» e al suo lascito.

Alla rivista “Squilli di Risurrezione”, dove anche in questo caso la firma – o meglio, la voce – di Armida Barelli emerge, è dedicata invece la mostra La voce di Ida, organizzata dal Collegio Marianum e inaugurata il 24 settembre in occasione dell’assemblea dell’Associazione Ex Allieve Marianum (M.E.A.). Un percorso fotografico attraverso i più significativi estratti da una rivista che, nata nel 1921 come mensile autonomo delle socie della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, non avrebbe dovuto simboleggiare solo questo, bensì (come recita uno dei totem espositivi della mostra) «la bandiera di un esercito senza armi, se non quelle della consapevolezza di sé, del proprio valore, del proprio “posto nel mondo”». La voce di Ida vuole essere così un omaggio delle studentesse del Marianum all’impegno di Armida Barelli nel vivere questo impegno editoriale e, più in generale, la propria vocazione.

I modi per ricordare e avere come esempio costante beata Armida Barelli insomma non scarseggiano, e anzi attraversano tutti i media: dai libri scritti da lei o che parlano di lei (come il volume Armida Barelli. Una donna tra due secoli, fedelissimo ritratto a cura di Maria Sticco recentemente edito da Vita&Pensiero) ai racconti della sua storia e del suo esempio (come la rubrica Storie del nostro podcast ECO – EDUCatt On Air) fino ai fumetti (ne è appena uscito uno, dal titolo Armida Barelli. Nulla sarebbe stato possibile senza di lei, per Franco Panini) e ai social: così le ragazze del collegio San Luca-Armida Barelli, per celebrare «la figura di una grande donna, di cui il nostro collegio porta anche il nome», hanno pensato di proporre su Instagram la video intervista di una giornata trascorsa in sua compagnia, per conoscere meglio la sua storia e comprendere come Armida Barelli possa essere d’esempio per le donne del 2021 e di sempre.

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