Adipe: non solo deposito di calorie

Il tessuto adiposo (adipe) è formato da cellule che hanno la funzione di accumulare grasso: si divide in bianco e bruno, tessuti con caratteristiche specifiche che, in alcune funzioni, si rivelano preziosi per l’organismo.

Il tessuto adiposo (adipe) è formato da cellule dette adipociti, che hanno la funzione di accumulare grasso. È diviso in tessuto adiposo bianco e tessuto adiposo bruno, derivati entrambi da una cellula progenitrice comune (preadipocita).

Il tessuto adiposo bianco è quello più diffuso nell’organismo umano, ed è formato da grosse cellule adipose al cui interno si trova una grande goccia di trigliceridi.
Il tessuto adiposo (bianco) svolge varie funzioni, come:

  • Funge da “cuscinetto” protettivo per i vari organi e tessuti. Funzione meccanica e ammortizzatrice.
  • Il grasso, non conducendo calore generato dall’organismo, ha un funzione ‘termoisolante’, per cui non disperde il calore generato dall’organismo.
  • Immagazzina i grassi assunti con l’alimentazione o formati nell’organismo, costituendo una riserva energetica: l’adipocita si riempi o si svuota del grasso accumulato (trigliceride) nei momenti rispettivamente dell’abbondanza e della carestia.

È importante fonte di produzione di ormoni (come una qualsiasi ghiandola endocrina) in quanto produce sostanze biologicamente attive, tra cui le adipochine (leptina, adiponectina, interleuchina-6). Per questo Il tessuto adiposo non viene più considerato un tessuto inerte ma un tessuto endocrino vero e proprio, dalle molteplici funzioni. Per tale motivo il tessuto adiposo bianco è coinvolto nella regolazione del metabolismo, della fertilità, e gioca un ruolo centrale in diversi meccanismi di difesa immunitaria.

Il tessuto adiposo bruno è invece costituito da cellule adipose, che hanno al loro interno tante piccole gocce lipidiche (multiloculari) che aumentano la superficie di combustibile esposta al citosol e lo rendono quindi più disponibile per il metabolismo cellulare. Molto scarso nell’uomo adulto, appare al microscopio ottico ‘brunastro’    per notevole presenza mitocondri e di sostanze chiamate ‘citocromi’ al loro interno e  per l’elevata vascolarizzazione.
Questo tessuto ha esclusivamente la funzione di produrre calore con un meccanismo specifico   che sfrutta una molecola denominata proteina disaccoppiante (Uncoupling Protein: UCP), per la quale gli acidi grassi ‘vengono bruciati’  in toto per produrre calore . Il grasso bruno è ben rappresentato nei neonati di molte specie (nella specie umana soprattutto a livello della nuca, del collo e delle scapole), mentre negli adulti rimane abbondante quasi esclusivamente in quelli che vanno in letargo. Nell’uomo adulto invece è scarsamente rappresentato.  Recenti studi però hanno documentato che il tessuto adiposo bianco è in grado di convertirsi in tessuto adiposo bruno in base alle necessità (“browning”) a secondo delle necessità. Si può pensare ad esempio che in condizioni di particolare esposizione cronica al freddo la parte bianca dell’organo si converta in bruna per incrementare la produzione di calore.  

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