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Franz Kafka e Milena Jesenskà: l’amore oltre l’amore

Gli epistolari amorosi, opere intrise di passione e profondità emotiva, offrono uno sguardo intimo nei cuori e nelle menti di coloro che si esprimono attraverso la scrittura e ne riportano le sfaccettature più intime e segrete.

Franz Kafka e Milena Jesenskà. Con lei, nell’aprile del 1920, lo scrittore che ha già pubblicato La metamorfosi, comincia, dalla pensione Ottoburg di Merano, dove si trovava per un soggiorno di cura per combattere la tubercolosi che lo affliggeva da tre anni, una corrispondenza destinata a riportarci non solo una storia sentimentale ma un affresco di un mondo perduto, quello dell’Europa della prima metà del Novecento.

Il celebre scrittore praghese aveva conosciuto la giornalista nella sua città per lavoro. Milena, infatti, già sposata con Ernst Pollak e di tredici anni più giovane, aveva intenzione di tradurre in ceco per la rivista “Kmen” il racconto Il fuochista, come poi farà. Una relazione nata dal linguaggio, che del linguaggio si nutre e con il linguaggio si sviluppa, anche perché, come sappiamo, Kafka e Milena si incontrarono, nella realtà, solo una manciata di giorni.

Eppure. Eppure Milena, lei stessa profonda intellettuale e interprete del suo tempo, come testimonia il volume Qui non può trovarmi nessuno, uscito per Giometti & Antonello, per noi è «un fuoco vivo come non ne ho mai visti» che impegna lo scrittore ceco in uno sforzo titanico di intensità emotiva che ci mostra un incendio sentimentale affascinante che conduce, certi giorni, Kafka ad occuparsi delle lettere «con pena, con amore, con apprensione e con una indeterminata paura di cose indeterminate, la cui indeterminatezza consiste soprattutto nell’andare smisuratamente al di là delle mie forze».

L’amore che prova Kafka è ambivalente e complicato perché esso «forse non è vero amore se dico che tu mi sei la cosa più cara; amore è il fatto che tu sei per me il coltello col quale frugo dentro me stesso». Qeust’amore immenso è uno specchio per Kafka: «Io non amo te, ma qualcosa di più, la mia esistenza donatami da te».

Le parole di Kafka, contenute in questo epistolario disponibile in varie edizioni (qui Giuntina), diventano un’esplorazione dei suoi desideri più profondi, dei tormenti interiori e della ricerca di una connessione spirituale, gettando una luce sulla natura profonda e spesso tormentata dell’amore. Colpisce, poi, l’attesa spasmodica per le lettere, l’ossessione per le notizie sulle condizioni di salute e l’incapacità di realizzare l’amore.

«A dire il vero, scriviamo sempre la stessa cosa. Prima ti domando io se sei ammalata e poi ne scrivi tu, un’altra volta voglio morire io e poi tu, una volta voglio piangere davanti a te come un ragazzino e poi tu davanti a me come una bambina. E una volta e dieci volte e mille volte e sempre voglio essere presso di te, e anche tu lo dici. Basta, basta. E ancora non ho una lettera che mi spieghi che cosa ha detto il medico, oh donna lenta, oh cattiva scrittrice di lettere, oh malvagia, oh cara, oh – ebbene, che cosa ancora? Niente, stare quieto nel tuo grembo».

La loro storia d’amore è nella carta, dove rimase. Kafka, ricoverato in un sanatorio sui Carpazi, morirà nel marzo del 1924, soffocato da una laringite tubercolare. Milena, invece, giornalista e attivista politica e culturale del suo paese, vivrà a pieno l’orrore del suo umano secolo, sarà arrestata dai nazisti appena entrati a Praga e condotta al campo di Ravensbrück, dove morirà quattro anni più tardi. Bellezza della vita, sarà il marito Ernst Pollak a decidere di affidare le lettere di Franz Kafka al curatore Willy Haas affinché le pubblicasse, come poi fece.

Simone Biundo

Simone Biundo (Genova, 1990) è insegnante di lettere a Genova in una Scuola secondaria, è editor della rivista «VP Plus», è ricercatore indipendente di storia dell’editoria e della letteratura. Ha pubblicato poesie su «Neutopia», «Margutte», «Poesia del nostro tempo» e «Nuovi Argomenti». Per Interno Poesia è uscito il suo primo libro di poesie, "Le anime elementari" (2020). Con il poeta Damiano Sinfonico, l’attrice e linguista Sara Sorrentino cura la rassegna di poesia contemporanea , poet. – alla libreria Falso Demetrio. Qui in EDUCatt collabora come ghostwriter, SMM e content manager.