In Collegio

«The City of Arrival», un progetto teatrale nei Collegi a Milano

Un ritratto straniato e partecipativo di Milano, sospeso tra spazio pubblico e privato: questo il progetto firmato da Thomas Verstraeten che porta il teatro nella vita quotidiana di quanti da ogni parte del mondo si trovano attualmente a Milano per studiare. Una parte integrante del Festival internazionale Presente indicativo Milano Crocevia cui gli studenti dell’Università Cattolica hanno la possibilità di accedere a condizioni di favore.

Dal 14 al 30 maggio 2026 si tiene il Festival Internazionale di Teatro Presente Indicativo Milano Crocevia, organizzato dal Piccolo Teatro e giunto alla sua terza edizione, che per due settimane trasformerà Milano in un vero e proprio laboratorio di teatro contemporaneo e in un punto d’incontro internazionale.
Artiste e artisti di spicco della scena europea presenteranno spettacoli in diverse lingue, accompagnati da conferenze, presentazioni di libri, concerti e DJ set, creando uno spazio culturale dinamico, aperto al dialogo, allo scambio e a nuove prospettive.
Il programma esplora temi e urgenze che attraversano il nostro presente: l’emergenza abitativa per gli studenti e la ricerca di una casa, l’intelligenza artificiale e la tecnologia, la crisi climatica, l’identità, la percezione del tempo e le complessità della nostra contemporaneità in spettacoli e performances che si svolgeranno in italiano, inglese, francese, rumeno, lettone, cinese e lituano, con sovratitoli in italiano e inglese disponibili per ciascuna rappresentazione, rendendo il festival completamente accessibile a tutte e tutti.
È una vera «parabola del mondo», come Giorgio Strehler, che contribuì a fondare il Piccolo, definiva il teatro stesso.
Ed è il mondo degli studenti arrivati a Milano da ogni luogo che diventa dramma vivente, forse vero e proprio living theatre, nel progetto The City of Arrival, ideato e condotto da Thomas Verstraeten, tra i fondatori della compagnia fiamminga FC Bergman, nato dalla collaborazione tra Piccolo Teatro, che è Teatro d’Europa, con la partecipazione di tutti gli atenei milanesi.
Dal 16 al 24 maggio gli studenti presenti a Milano compiranno un attraversamento del paesaggio urbano fino a portare il teatro nei luoghi da loro quotidianamente abitati. Così nel crocevia delle genti di Milano, il passaggio di chiunque sia arrivato in città da ogni dove per studiare non sarà più anonimo.
Thomas Verstraeten nella sua pratica visiva di video e installazioni oltre che, come nel nostro caso, di performance partecipative, è solito prendere le mosse dagli ordinari movimenti di una città e dei suoi abitanti, in questo caso gli studenti fuorisede, che tramite un processo di teatralizzazione intesa però «non come creazione di una finzione, ma come trasfigurazione e idealizzazione del tempo e dello spazio» (Bart Verschaffel, On Theatricality) vengono portati in una nuova dimensione spaziotemporale poeticamente e pubblicamente condivisa.
Sarà un viaggio attraverso diverse stanze di studentesse e studenti internazionali sparsi per Milano i quali, con la guida di Thomas modelleranno miniature teatrali a partire dalle loro vite.
Vite mosse dal desiderio di partire alla ricerca di una propria identità che però a volte rimangono sospese in una sorta di limbo – una zona grigia, qui e altrove, tra distanza e appartenenza, tra ambizione e solitudine.
E allora  Verstraeten e gli studenti internazionali di ciascun ateneo milanese indagheranno cosa significhi lasciare il proprio Paese d’origine e i propri affetti per tentare di mettere radici in un luogo lontano da casa, perché anche se sono cambiati tempi modi e condizioni socio-economiche, il sentimento è sempre quello magistralmente espresso da Paolo Conte in una delle pochissime canzoni scritte in napoletano, Naufragio a Milano: Ah ‘stu naufragio dint’a Milano senza na varca e pure senza ‘o mare e tu me dici: “Stasera usciamo”, e dove? Vie scanisciute e figure ignote lampade al neon, Carmela cara, torniamo a cuccia, oi né, ca nun è cosa.
The City of Arrival è una meditazione sulla migrazione e sull’identità – migrazione intesa non come semplice spostamento da un luogo all’altro, ma come condizione continua di transizione.

Gli studenti dell’Università Cattolica hanno la possibilità di accedere agli spettacoli a un prezzo speciale. Ma il Festival è corredato anche da «Oltre la scena», un programma ad accesso gratuito di incontri, conversazioni e masterclass in cui gli artisti si raccontano, condividendo percorsi, prospettive e diversi modi di abitare il palcoscenico; un’occasione per ricordare che il festival è prima di tutto uno spazio di incontro, vivo e diretto, fra pubblico, artisti e operatori.
Il programma completo di questa sezione sarà disponibile su web al link Oltre la scena Festival Presente Indicativo.

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