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Pietro Boetto, il cardinale della Liberazione

Il Comitato di liberazione nazionale ligure lo definì Il «Padre buono» di Genova, il «Defensor civitatis», il «cardinale della Liberazione », ed è ricordato come colui che salvò il porto e la città dai bombardamenti da parte dei nazisti nel 1945. Quest’anno ricorrono gli 80 anni dalla morte del Cardinale antifascista Pietro Boetto, un uomo che seppe opporsi agli orrori della dittatura e della guerra.

Facendo più di un passo indietro e ripercorrendone brevemente la storia, Pietro Boetto era nato il 19 maggio 1871 a Vigone, ai piedi dell’alpina Val Pellice e in provincia di Torino; nel 1888 era entrato nella Compagnia di Gesù, il 30 luglio 1901 era stato ordinato sacerdote ed era divenuto cardinale il 16 dicembre 1935. Procuratore generale dell’ordine e poi assistente d’Italia, fu eletto da Pio XI arcivescovo di Genova nel 1938 e solo dopo pochi giorni il suo arrivo trovò la città pavesata dai vessilli del nazifascismo, per celebrare la visita di Mussolini e Hitler alle industrie cittadine.

Vissuto piuttosto in ombra fino a quel momento, Pietro Boetto da arcivescovo fece rifulgere il suo spirito caritatevole e antifascista. Denunciò le insopportabili e vergognose pratiche delle delazioni e della borsa nera, difese l’operato dell’Azione Cattolica e degli operai, si pose vicino agli ultimi organizzando la distribuzione di migliaia di minestre ogni giorno per sfamare carcerati e sfollati per mezzo dell’Auxilium, cellula di quello che sarà poi la Caritas. 

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, operò costantemente per evitare la fucilazione di coloro che erano sospettati di collaborazione con antifascisti e militari stranieri e prese le distanze dai cappellani militari della Repubblica Sociale Italiana. Parallelamente diresse i suoi sforzi contro la persecuzione degli ebrei, aderendo all’associazione clandestina Delasem (Delegazione Assistenza Emigranti Ebrei) e proteggendo e nascondendo anche in arcivescovado centinaia di perseguitati dalle leggi razziste e dal regime nazifascista (tra cui anche il rabbino Riccardo Pacifici), atti che gli meritarono nel 2017 l’appellativo di Giusto tra le nazioni.

La sua massima opera avvenne però negli ultimi momenti convulsi della guerra.
Tra il 24 e il 25 aprile 1945, nella residenza temporanea di villa Migone, nel quartiere genovese di San Fruttuoso, trattò con il generale tedesco Günther Meinhold e i partigiani genovesi, rappresentati dell’operaio Remo Scappini, la resa delle truppe tedesche che assediavano Genova, evitando così la distruzione della città, già pianificata con le mine collocate nel porto, e lo sterminio della popolazione.

Pietro Boetto, ricordato recentemente da giornata di studi nel capoluogo ligure e la cui biografia è contenuta nel volumetto stampato nel 1996 Il Cardinale Pietro Boetto arcivescovo di Genova 1938-1946, fu un uomo che seppe utilizzare la sua posizione sociale con forza morale e giustizia, rifiutando la neutralità.

Se di se stesso con umiltà diceva di «considerarsi come un piccolo servitorello o, meglio, come l’asino del convento, che deve essere a tutti soggetto», fu uomo determinato a prendere e mantenere la posizione a favore della collettività.

A pochi giorni dal monito di Papa Leone XIV, contro i potenti asserviti alla morte che hanno «voltato le spalle al Dio vivente per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo, cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio», ricordare chi ha già percorso sentieri di pace e giustizia in un passato non lontano può dare forza alla visione di un futuro in cui, seguendo sempre le parole del Papa, «non c’è spada, né drone, né vendetta, né banalizzazione del male, né ingiusto profitto, ma solo dignità, comprensione, perdono».

Simone Biundo

Simone Biundo (Genova, 1990), poeta, è insegnante di lettere a Genova in una scuola secondaria e editor della rivista «VP Plus». Ha pubblicato poesie su «Neutopia», «Margutte», «Poesia del nostro tempo» e «Nuovi Argomenti». Per Interno Poesia è uscito il suo primo libro di poesie, "Le anime elementari" (2020). Nel 2025 per la collana "distonia" di ExCogita ha pubblicato il poemetto "così". È fondatore del collettivo di poesia contemporanea , poet. -. Qui in EDUCatt collabora come ghostwriter e web content manager.

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