Salute

La piramide alimentare invertita degli Stati Uniti: luci e ombre delle nuove Linee Guida

Una riflessione del professor Miggiano sulle Linee Guida alimentari statunitensi, che propongono una piramide alimentare capovolta, con più proteine animali e meno cereali integrali e legumi. Una scelta che solleva perplessità, anche alla luce dei tassi di sovrappeso e obesità che riguardano ormai il 70% della popolazione americana.

Qualche mese fa è stata pubblicata negli Stati Uniti l’ultima versione delle ‘Linee Guida per una Sana Alimentazione’ (LG) con l’obiettivo di fornire indicazioni utili per preservare lo stato di salute. Si è infatti riconosciuto che in quel Paese, dove non c’è una vera cultura alimentare, permangono e si sono sviluppate abitudini alimentari poco salutari a causa anche del ricorso ai cibi conservati e già cucinati e pronti per il consumo: si stima infatti che questi contribuiscano fino al 60% della quota calorica giornaliera (a differenza ad esempio dell’Italia dove ci si attesta sul 20%). Inoltre si fa un uso esagerato di zuccheri semplici anche nelle preparazioni alimentari come ad esempio i cereali da colazione, snack e dessert, pane in cassetta e alcuni tipi di yogurt.

Poiché i soggetti in sovrappeso-obesità hanno raggiunto la quota del 70% della popolazione americana (con un adolescente su tre in condizioni di pre-diabete), si è pensato di modificare l’attuale piramide alimentare con una nuova proposta di piramide alimentare invertita/capovolta, partendo dal presupposto che i cibi alla base della piramide attuale (di tipo mediterraneo, dove predominano i cereali) non siano riusciti a evitare il peggioramento dello stato di salute della popolazione. Cosi facendo però è stata elaborata e proposta una piramide invertita nella quale l’apporto giornaliero di proteine è cresciuto fino a 1.6 gr/kg di peso corporeo, soprattutto con il ricorso all’uso di carni anche lavorate (e senza distinzione di età, sesso, stato di nutrizione o stile di vita, connesso per esempio all’attività fisica) e una diminuzione di cereali integrali e legumi, nonostante le linee guida suggeriscano che le proteine di origine vegetale (come i legumi) e il pesce siano associati a uno stato di salute migliore rispetto alle diete con carne rossa.

Un ulteriore aspetto negativo, criticato anche dalla americana Academy of Nutrition and Dietetics (ANS), è l’indicazione all’uso di alimenti e condimenti ricchi di grassi di origine animale come carne, latte intero, formaggi stagionati, burro, etc. Nonostante si raccomandi poi di aumentare i consumi anche di fonti proteiche vegetali, i legumi sono però poco rappresentati (oltretutto sono presenti come prodotti in scatola) e i cereali integrali sono inseriti sulla ‘punta’ della piramide. Questa ‘confusione’ fra le Linee Guida (che pure raccomandano un consumo di 2-4 porzioni al giorno) e la rappresentazione figurativa nella ‘piramide invertita’ è a di poco scarsamente comprensibile. Ovviamente e per fortuna ci sono anche consigli positivi: si raccomanda di consumare più frutta e verdure, di leggere le etichette per fare attenzione a cibi ricchi di zuccheri semplici e sale, di usare cibi poco trasformati.

Per ultimo, inoltre, le nuove LG non tengono conto dell’impatto ambientale e socioeconomico di tali indicazioni, probabilmente in quanto non sono state elaborate da esperti indipendenti con procedure scientifiche standardizzate. Anche dal punto di vista sanitario, se si vuole raggiungere un radicale cambiamento nella sanità di quel paese, occorre praticare politiche e supportare comportamenti alimentari che rendano tali scelte più facili da seguire per tutti.

La piramide capovolta per la salute (fonte: https://realfood.gov/)

[immagine: foto di Anete Lusina su Pexels.]

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