L’obesità non è una sola
Il professor Miggiano torna sul tema dell’obesità, malattia cronica complessa, dalle molteplici cause e manifestazioni, che richiede strategie di prevenzione e cura personalizzate e un approccio multidisciplinare.
L’obesità è collegata a un eccessivo accumulo di grasso e si stabilisce (OMS) con un BMI superiore a 30 kg/mq. Pur essendo una condizione che riguarda milioni di persone in Italia e nel mondo, non si tratta di una malattia unica, poiché si distinguono circa una decina di tipi che riconoscono cause diverse: alcune legate al metabolismo dell’insulina, altre alla regolazione del sistema immunitario, altre ancora al metabolismo dei grassi. Alcune forme riconoscono inoltre delle cause genetiche. Di conseguenza le manifestazioni e le conseguenze per i soggetti interessati possono essere differenti. Per tale motivo occorre per questo immaginare e prevedere strategie diversificate a seconda dei soggetti e della tipologia della stessa malattia, in maniera da orientare meglio e personalizzare l’intervento in campo preventivo e terapeutico (di cura).
Presentandosi quindi come una malattia cronica progressiva e recidivante, l’obesità implica alterazione della salute delle popolazioni in tutto il mondo: in Italia riguarda il 12% della popolazione (circa 6 milioni di persone), cui bisogna aggiungere un 40% delle persone con sovrappeso. Si può quindi dire che il problema del peso riguarda quasi la metà degli italiani adulti e il 30% dei bambini.
La terapia, per essere efficace, deve prevedere quindi una gestione diretta e a lungo termine. La presenza di più condizioni croniche negli individui è associata con decine di stati di salute, rappresentando un fattore modificatore di distinte patologie. Per tali motivi è auspicabile che i sistemi sanitari non si limitino a considerare le singole malattie, ma prevedano una integrazione e interventi sui meccanismi biologici e comportamentali che le interessano. Quindi viene auspicata una evoluzione nella cura dell’obesità, immaginando che la diagnosi clinica debba essere rivolta a valutare le alterazioni della funzione dei singoli tessuti o organi e dell’intero individuo a causa dell’adiposità accresciuta piuttosto del singolo peso. Trattandosi di una malattia complessa, occorre quindi un approccio multidisciplinare che veda coinvolti il mondo della politica (istituzioni), il mondo della scienza, il mondo della società (associazioni no-profit e soggetti privati).
Con l’approvazione in Senato della proposta di legge Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità, l’Italia è il primo Paese al mondo a riconoscere l’obesità come malattia cronica non trasmissibile. Una svolta?
[Foto di Sasun Bughdaryan su Unsplash]

