Mille racconti di vita nei papiri della Biblioteca
Pubblicato in open access dall’editore Vita e Pensiero, il libro Papiri scelti della Collezione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore racconta come vivevano gli antichi: agricoltura, affitti, divertimento e prestiti di denaro. Testimonianze che, come ci racconta Paolo Senna, raccontano di un passato lontano eppure per molti aspetti ancora molto vicino a noi.
I libri che ci raccontano come vivevano le persone in tempi diversi da noi – nell’antichità, per esempio, o nel Medioevo – ci risultano sempre ricchi di fascino e attrattiva. A colpire la nostra attenzione non sono solamente le grandi avventure, le furiose battaglie, i pericolosi naufragi; ma le storie semplici, quelle della vita quotidiana, che hanno la capacità di trasportarci non nella terra degli eroi, ma in quella della gente comune alle prese con gli impegni, i guai e le faccende di tutti i giorni.
Come possiamo oggi apprendere le nozioni che ci possono essere utili per ricostruire la vita di questi nostri lontani parenti del passato? Fortunatamente disponiamo di fonti preziose, prodotte proprio nel momento stesso in cui un certo evento accadeva, che ci sono state tramandate attraverso i secoli, spesso da supporti fragili, leggeri e frammentari, come pergamene, terracotta, fogli di papiro e, più avanti nel tempo, sottili pagine di carta.
Anche la Biblioteca di Milano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore custodisce, tre le sue raccolte più preziose, alcune di queste fonti. Si tratta in particolare di un gruppo di papiri, scritti tra il III sec. a.C. e il VII sec. d.C., la maggior parte dei quali sono di carattere “documentario”, ovvero riguardano la vita di tutti i giorni. Questi papiri raccolgono una vasta congerie di tipologie testuali, quali lettere private, pubbliche o d’affari, contratti, documenti amministrativi, ricevute, petizioni, documenti di natura giuridica. Essi provengono dall’area dell’attuale Egitto e sono scritti in lingua greca, il che non deve stupire, dal momento che proprio l’Egitto è stata una delle aree di maggiore influenza dell’ellenismo durante l’età antica e tardoantica. La nostra Università conserva circa mille tra testi interi e frammenti di papiro che ci permettono di ricostruire uno spaccato piuttosto preciso del tempo in cui questi manufatti sono stati redatti.
Per far conoscere agli studiosi e al pubblico dei lettori la storia di questa Collezione, partendo dall’analisi di alcuni esemplari particolarmente significativi, è stato recentemente pubblicato un volume dal titolo: Papiri scelti della Collezione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il libro è pubblicato in open access ed è perciò liberamente scaricabile dal sito dell’editore Vita e Pensiero. Alcuni giovani studiosi (Mauro Castiello, Elena Catalonotto, Federica Falco, Claudia Moscara) hanno affrontato lo studio e l’edizione del testi dei papiri sotto la guida della prof. Silvia Barbantani.
Per esempio, si parla di una petizione per la sottrazione di bestiame: siamo tra il 180 e il 145 a.C. e un tizio viene accusato di aver rubato un’asina, un cammello e un giovane puledro al legittimo proprietario. Tra la fine del II e gli inizi del III secolo della nostra era, è attestato un contratto di mutuo di denaro secondo il quale Onesimos dichiara di prendere in prestito per alcuni mesi la somma di 150 dracme da Ischyrion. Sempre al III secolo risale un contratto per l’ingaggio di una compagnia di artisti, un pezzo «di notevole interesse per la storia del costume. Tali contratti ci permettono di conoscere più da vicino il mondo delle feste pubbliche e private che erano il contesto di fruizione, da parte degli abitanti dei villaggi rurali, delle performance di maestranze itineranti» (p. 100). Datato con precisione all’anno 307 è il contratto di affitto di una casa, che regola l’affitto di una abitazione con annesso cortile. Ancora più precisamente il giorno 6 dicembre 440 è la data scritta su una ricevuta per un pezzo di ricambio di una macchina da irrigazione: queste macchine erano costituite perlopiù da pezzi di legno, ed erano quindi facili all’usura. In questo caso specifico a rompersi è stata la grande ruota orizzontale che veniva legata agli animali (in genere buoi o cavalli) usati come forza motrice. Nel libro sono poi discussi un censimento dell’anno 189, un registro fiscale del II secolo e infine la lettera di Nikanor alla sorella Nemesilla riguardante, ancora una volta, il prestito di denaro. Come oggi, temi quali condizioni economiche e costo della vita sono argomenti sempre attuali.
Non resta che sfogliare il volume e approfondire le vicende di queste figure lontane che hanno calcato la terra circa due millenni prima di noi, lasciando una traccia sottile, ma comunque indelebile.
[l’immagine di copertina riproduce un dettaglio del Papiro Mediolanensis 58 redatto tra la fine del II e l’inizio del III sec. d.C., conservato in Università Cattolica: scritto in greco, contiene un contratto di mutuo di denaro.]

