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Il diritto allo studio a sostegno della ricerca universitaria

I tagli che hanno coinvolto il mondo universitario hanno inevitabilmente colpito anche la ricerca. I posti di dottorato banditi dalle università italiane sono in progressiva diminuzione, così come i posti finanziati da borse di studio a sostegno dei dottorandi.

Il dottorato di ricerca è un percorso post-laurea volto alla formazione di professionisti e ricercatori universitari che maturano, nell’arco di circa tre anni, rilevanti capacità critiche e metodologiche spendibili sia nel mondo universitario che quello dell’impresa.

Il 50% di posti i meno in soli due anni

Nonostante l’importanza di questo titolo di terzo livello per le università e per il mondo del lavoro, secondo i dati del Ministero della Pubblica Istruzione (MIUR) elaborati dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR, Rapporto biennale dello Stato sul sistema universitario 2018, p. 210), dal 2010 al 2016 i posti di dottorato complessivi banditi dalle università italiane sono calati del 23%, con un crollo del 48% tra il 2012 e il 2014.

Tale crollo è stato conseguenza delle nuove linee guida del MIUR del 24 marzo 2014, secondo le quali almeno il 75% dei posti disponibili all’interno di un corso di dottorato deve essere coperto da borse di studio affinché il corso venga considerato sostenibile. La diminuzione dei posti senza borsa, alla quale non è seguito un aumento di posti con borsa, ha provocato il calo progressivo della possibilità di intraprendere un percorso di dottorato; una tendenza che dal 2014 pare non abbia mai fatto una significativa inversione di rotta.

La manovra del MIUR – pensata a favore dei dottorandi – ha in realtà ridotto di quasi un quarto, in soli sei anni, la possibilità di accedere a un corso di dottorato. L’aumento della percentuale dei posti finanziati del 20% a partire dalla manovra del MIUR (Rapporto biennale ANVUR 2018, p. 210) è dovuto alla sola riduzione dei posti messi a disposizione agli aspiranti dottorandi.
Emerge dunque quanto la disponibilità di borse di studio da erogare a favore dei dottorandi sia fondamentale non solo alla qualità della ricerca universitaria, ma alla sopravvivenza della stessa all’interno dell’università.

Il diritto allo studio per la laurea di terzo livello

Secondo il MIUR (DM n. 40 del 25 gennaio 2018), l’ammontare lordo della borsa di studio per i dottorandi beneficiari ha un valore minimo di 1.137 euro al mese con un budget aggiuntivo annuale per le attività di ricerca – previsto anche per i non beneficiari – non inferiore al 10% dell’importo. I dottorandi senza borsa di studio possono candidarsi a bandi e concorsi emessi da privati o da Fondazioni per il diritto allo studio per ottenere un finanziamento di copertura della ricerca.

EDUCatt e le borse di studio per i percorsi post-laurea

EDUCatt si propone di andare incontro alle esigenze degli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca e alle scuole di specializzazione, erogando borse di studio a loro destinate all’interno dei bandi annuali della Fondazione. Per tutti i non beneficiari di una borsa o di un assegno di ricerca, che sono stati però ammessi a un percorso post-laurea, è infatti possibile richiedere a EDUCatt un contributo economico per un periodo pari alla durata prevista dallo specifico ordinamento didattico. La partecipazione al bando è consentita anche agli studenti iscritti a un anno di corso successivo al primo.

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