Vita da ufficio: quali sono i rischi di digiuni o pranzi veloci?

Con la ripresa, almeno parziale, del lavoro sul posto e/o in ufficio si pone il problema di dove, come e quando mangiare. Il professor Giacinto Miggiano risponde ai dubbi sui pasti consumati “al volo” alla scrivania o addirittura saltati a favore di impegni inderogabili.

D: Quali sono i rischi di pranzi veloci o addirittura saltati? I sostitutivi dei pasti sono davvero efficaci?

Anche se per molti di noi la permanenza in casa per vari mesi ha portato a un aumento di peso, il ritorno alla vita quasi normale significa che possiamo riprendere delle corrette abitudini alimentari (unite sempre a uno stile di vita attivo quanto a movimento e/o sport).
Le regole sono molto semplici, sapendo innanzitutto che, laddove si abbia a disposizione una mensa o un punto di ristoro, è bene usufruire e scegliere fra le varie offerte, perché il ‘saltare i pasti’, oppure accontentarsi di un caffè e/o una semplice tisana, non è una scelta corretta se si vuol mantenere uno corretto stato di salute e soprattutto per poter svolger il lavoro quotidiano con efficienza e sicurezza.

La prima indicazione è pertanto quella di non fare dei digiuni, evitando di saltare interi pasti e spezzando mattina e pomeriggio con l’assunzione di cibo: basta, per esempio, ricorrere alla ‘pausa caffè’ arricchendola con una bevanda lievemente calorica (come un bicchiere di latte, un succo di frutta) o con uno yogurt o comunque con una piccola brioche, delle fette biscottate, cracker. L’importante è non rimanere a digiuno!

Di fondamentale importanza poi è cercare di mangiare qualcosa di più sostanzioso a metà giornata. In questo caso la possibilità di usufruire di un pasto a mensa torna utile e pratico. Il pasto offerto nelle nostre mense universitarie è completo, apportando carboidrati (primo piatto), proteine (secondo piatto) e vitamine-minerali e fibre da verdura e frutta. Naturalmente in base alle proprie esigenze (ed eventuali malattie) si può personalizzare la scelta, riducendo l’introduzione di carboidrati (diminuendo le porzioni di pasta/riso/pane/patate), scegliendo cibi che apportano proteine ed altri nutrienti (come pesce, carne bianca o rossa magra, formaggi freschi etc.). La verdura (di contorno) non dovrebbe mai mancare. Magari può esser utile riservare la frutta (o succo di frutta/yogurt) come spuntino pomeridiano se non si vuol caricare il pranzo di eccessiva quantità di carboidrati (qualora le condizioni personali non lo permettano o se si segue una dieta particolare). Non deve mancare mai una bevanda (a scelta fra acqua liscia, leggermente gassata etc.).

Se le condizioni personali di salute poi lo permettono, si può ‘pasteggiare’ anche con un bicchiere di vino (o birra), sapendo che l’atto del mangiare va ben oltre il semplice nutrirsi: il cibo ha infatti non solo serve a soddisfare il bisogno di ‘nutrienti’ per la salute fisica, ma ha anche una valenza psicologica e di piacere che ci può aiutare nel ridurre lo stress e le tensioni quotidiane. Mangiare ‘con gusto’ e anche ‘in compagnia’ (non da soli!) contribuisce non solo a vivere in salute fisica, ma arricchisce di positività anche il piano emotivo e psicologico. Naturalmente occorre sempre usare parsimonia e mai esagerare!

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