Obesità: prevenire è meglio che curare

Sembra una frase fatta, ma è proprio così: l’obesità è una patologia cronica difficile da curare, per cui è meglio cercare di prevenirla intervenendo sullo stile di vita, incrementando l’attività fisica e imparando a gestire in modo più razionale le scelte alimentari. Ecco alcuni suggerimenti del prof. Giacinto Miggiano.

L’Obesità è una patologia cronica difficile da curare, per cui è meglio cercare di prevenirla prima di doverla curare. Infatti, se da un lato una dieta ipocalorica riesce sempre a indurre un calo ponderale nel breve-medio periodo, il vero problema è mantenere nel tempo il risultato ottenuto. A questo si oppongono dall’inizio i meccanismi di adattamento alla restrizione alimentare – come la riduzione del metabolismo basale – ma, soprattutto, la difficoltà di modificare in modo definitivo lo stile di vita del paziente, spingendolo ad incrementare l’attività fisica e a gestire in modo più razionale le sue scelte alimentari.  È per questo che nella maggioranza dei casi,  chi riesce a perdere peso grazie ad un trattamento dietetico, alla lunga recupera i chili perduti oppure alterna continuamente perdite ad incrementi ponderali, con effetti metabolici ancora più deleteri del sovrappeso stabile.

Epifenomeno di tutte queste difficoltà è la sensazione di fame, per cui è necessario individuare strategie di intervento che abbiano le maggiori probabilità di modificare il comportamento alimentare del paziente. È un argomento che merita di essere analizzato nei suoi vari aspetti.

Il miglior controllo della sensazione di fame si può ottenere strutturando la dieta tenendo in debito conto i fattori che favoriscono la sazietà, e cioè:

  • In primo luogo, frazionare i pasti includendo degli spuntini tra i pasti principali, che possono garantire una maggiore stabilità glicemica con effetti sulla sazietà.
  • In secondo luogo, sempre guardando al meccanismo glucostatico, dobbiamo dare alla dieta una composizione con il più basso indice glicemico, ricca di carboidrati complessi e fibre.
  • Le fibre, presenti ne cereali, verdura e frutta, assieme ad una giusta percentuale di grassi di condimento, favoriscono il senso di sazietà legato alla distensione della parete gastrica e, rallentando lo svuotamento dello stomaco, potenziano l’azione degli ormoni gastrointestinali che provocano sensazione di sazietà.
  • Personalizzare la restrizione calorica, riducendola al minimo, per mantenere attivo il metabolismo basale dell’individuo così da contrastare il più possibile l’opposizione “metabolica” al dimagrimento, evitando la perdita di massa magra. 
  • Cercare di incrementare in tutti i modi l’attività fisica del paziente personalizzando i suggerimenti secondo l’età, l’attività lavorativa, la psicologia etc. educando il paziente ad uno stile di vita più attivo, senza il quale non riuscirà a mantenere il peso desiderabile
  • L’ultima indicazione riguarda la scelta dei cibi e la loro preparazione. Scegliere piatti semplici, non particolarmente elaborati; evitando alimenti e piatti di cui si è particolarmente ghiotti (e evitando anche di acquistarli); può essere utile indicazione, tutte le volte che è possibile, scegliere un piatto unico che comprenda le giuste quantità di carboidrati, proteine e grassi (per esempio una insalata di riso o di pasta) con un potere saziante superiore a quello che avrebbero quegli stessi alimenti confezionati singolarmente nelle stesse quantità.

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