EDUCatt e il potere della condivisione: da Telegram a Whatsapp, tutti i modi per restare connessi

Per restare sempre più in contatto, dopo Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter e YouTube, l’Ente per il diritto allo studio inizia il 2021 introducendo due nuovi strumenti di comunicazione.

Con l’inizio dell’anno e in fase di pianificazione delle attività di comunicazione, è emersa la necessità per EDUCatt di essere ancora più presente nella quotidianità dei propri stakeholders.

Il 2020 ci ha insegnato che non è mai troppo tardi per acquisire nuove skill e migliorarsi: allo stesso modo e in maniera più strategica, anche le aziende e le realtà del Terzo settore devono aggiornarsi e rimanere al passo con i tempi, cercando nuovi modi di comunicare al pubblico di riferimento.

Da questa riflessione EDUCatt matura l’idea di aprire un canale di comunicazione più immediato e vicino agli studenti. Al primo posto tra i portatori di interesse per la nostra Fondazione, gli studenti di età compresa tra i 18 e i 25 anni rappresentano il bacino di utenza al quale EDUCatt deve rivolgersi in maniera prioritaria.

Con questa mission come obiettivo primario, è vicino all’apertura il canale Telegram EDUCatt, dedicato agli aggiornamenti e alle comunicazioni rivolte agli studenti di tutti le sedi.
Telegram è una app di messaggistica istantanea fondata dall’imprenditore russo Pavel Durov e che conta oltre 9 milioni di utenti in Italia (dato di luglio 2020) ed è in continua crescita soprattutto tra i Millennials e gli appartenenti alla Generazione Z.

L’obiettivo dell’attività è di avvicinare l’Ente agli studenti, rendendo note in tempo reale le iniziative della Fondazione e instaurando una comunicazione più fluida e aperta ai cambiamenti, anche tecnologici, ma anche semplificare quelle comunicazioni che talvolta risultano oscure e troppo tecniche, rispondendo al bisogno degli studenti di avere un rapporto con le istituzioni più empatico e attivo.

In ottica di comunicazione interna invece la scelta è ricaduta su Whatsapp, celeberrima app ormai entrata di diritto nella quotidianità di tutti: dalla maestra d’asilo al nonno in pensione, dal giovane appassionato di calcetto alla studentessa fuorisede.

Da questa riflessione è emerso infatti come l’app di messaggistica istantanea di proprietà del gruppo Facebook Inc. possa rappresentare un valido sistema comunicativo interno alla Fondazione.
Whatsapp permette di avere a disposizione un’unica chat che consente di comunicare simultaneamente con un gruppo di persone: è disponibile per tutti i sistemi operativi ed è consultabile da smartphone e da desktop.

Così come evidenziato anche dai report degli ultimi Focus Group erogati ad alcuni dei referenti e responsabili dell’Ente, si avverte la necessità di avere un canale di comunicazione diretto e immediato, grazie a uno strumento disponibile a tutti e facilmente consultabile.

Il focus dell’iniziativa è facilitare lo scambio di informazioni utili all’interno della comunità EDUCatt. L’obiettivo è consolidare i rapporti tra l’organizzazione e i suoi lavoratori, considerando questa come un’attività di team building estesa a tutti.

«È un dialogo, non un monologo, e alcune persone non lo capiscono. I social media sono più come un telefono che come una televisione.» Amy Jo Martin, autrice, relatrice, imprenditrice, fondatrice e CEO di Digital Royalty.

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