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Consegne a domicilio e pasti d’asporto, il presente della ristorazione

Una nuova categoria di lavoratori si è diffusa insieme alla nascita delle piattaforme digitali di food delivery: sono i rider, che garantiscono un servizio ormai richiesto da molti, soprattutto a partire dall’emergenza pandemica. In EDUCatt anche le difficoltà generate dalla pandemia hanno portato a ripensare il servizio Express prevedendo la formula Asporto, che permette di ritirare un pasto d’asporto presso le mense di tutte le sedi, e a immaginare nuove soluzioni per un futuro che è già oggi.

Il 24 novembre 1948 viene distribuito nelle sale cinematografiche italiane Ladri di biciclette, uno spaccato della Roma del Secondo dopoguerra riportato dall’occhio neorealista di Vittorio De Sica. Il film racconta la storia di Antonio, padre disoccupato che trova impiego come attacchino comunale e che per lavorare ha bisogno di una bicicletta. Durante il primo giorno di lavoro la bicicletta di Antonio viene rubata e la possibilità di guadagnare quei pochi soldi per sopravvivere, legata miseramente al possesso di una bicicletta, va in fumo. La disperazione di Antonio lo spinge a tentare il gesto estremo di un furto maldestro di un’altra bicicletta incustodita, fermato però da alcuni passanti che umiliano il ladro improvvisato di fronte agli occhi increduli del figlio.

Le immagini di Ladri di biciclette, riviste oggi, ci riportano a quell’Italia di metà Novecento messa in ginocchio dalla guerra in cui molti italiani erano in condizioni così precarie che anche il possesso o meno di una bicicletta poteva determinare la possibilità di mangiare un piatto di pasta a fine giornata.

Gli anni di militanza, il boom economico e il progressivo miglioramento delle condizioni di vita hanno contribuito sempre più a rendere effettivo un sistema in grado di tutelare i lavoratori, che però si scontra adesso con modelli totalmente nuovi.

La gig economy e i rider

Le piattaforme digitali hanno infatti aiutato la diffusione di un nuovo modello economico, chiamato gig economy, basato su collaborazioni a chiamata e occasionali solitamente caratterizzate da poche garanzie . Questa impostazione è particolarmente utilizzata dalle piattaforme di consegna a domicilio, che durante la pandemia hanno sensibilmente incrementato il loro lavoro, creando così una nuova categoria di lavoratori: i rider. A differenza dei fattorini i rider lavorano per più ristoranti gestiti da una singola piattaforma, la quale fornisce ai suoi collaboratori un kit contenente uno zaino termico e una pettorina ad alta visibilità. Il mezzo con cui si fanno le consegne è a carico del rider e, dato che la paga è anche basata sul numero di ordini portati a termine, la qualità del lavoro e lo stipendio del rider sono strettamente legati a un veicolo e ai numerosi imprevisti che possono accadere durante una consegna.

I rider hanno quindi condizioni sociali di lavoratori autonomi, ma molto spesso sono vincolati da obblighi contrattuali più simili a quelli di lavoratori dipendenti dato che le piattaforme impongono loro l’obbligo di indossare un’uniforme, il controllo elettronico delle prestazioni, il limite della libertà di organizzare il proprio lavoro e di lavorare per qualcun altro.
Per questo motivo la Commissione europea ha presentato una proposta legislativa a tutela dei rider, con l’obiettivo di regolamentare il mercato del lavoro delle piattaforme. Nonostante le criticità sull’impostazione del servizio, il fenomeno è in costante crescita ed è ormai abitudine di molti, soprattutto nelle grandi città, far ricorso alle consegne a domicilio.

Secondo un rapporto della 2022 della Coldiretti, «è impiegato nella consegna dei pasti ben il 36,2% delle 570.521 persone che offrono la loro prestazione lavorativa tramite le piattaforme digitali». Il settore del digital food delivery ha registrato una crescita del 59% rispetto al 2020, seguendo da una parte l’evoluzione tecnologica e dall’altra assecondando delle nuove esigenze che sono emerse durante l’emergenza pandemica. È infatti sempre più comune consumare i pasti con consegna a domicilio o optare per servizi d’asporto, specialmente durante l’orario lavorativo.

EDUCatt e il servizio Express Asporto

Per venire incontro alle nuove esigenze, EDUCatt ha aggiunto all’interno della propria offerta “Express”, già attivo per i collegiali con la formula “Running”, il servizio Asporto, disponibile nelle sedi di Milano, Piacenza e Roma e ultimamente anche a Brescia.
A Milano l’asporto è adesso disponibile in Mensa&Pizza.9, in un’area accessibile senza coda, posta all’ingresso della mensa e aperta dalle 12 alle 17.
A Piacenza il servizio è in Mensa.7 disponibile dalle 12 alle 14, mentre a Roma è in duepunti Kitchen dalle 12.30 alle 15. A Brescia il servizio è in fase di avvio sia presso la sede di Mompiano che in via Tosio, al Ristorante Panorama.
Ma il futuro nelle varie sedi dell’Ateneo è probabilmente ciò che già oggi è disponibile per gli studenti della sede di Roma: il servizio Express Take Away, con cui è possibile prenotare il pasto da ritirare attraverso una app (a Roma Joyfood, disponibile per Android e iOS).
In attesa, magari, di un vero e proprio delivery pensato per la comunità universitaria.

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