Attività

Come sopravvivere all’estate, il decalogo con i consigli pratici

Tra le attività del Centro Sanitario di EDUCatt spiccano quelle di prevenzione, a supporto degli studenti e del pubblico della nostra Università.
La dottoressa Raffaella Romeo torna su EPeople con un contributo ricco di consigli e curiosità su come affrontare l’estate.

L’estate 2023 è cominciata e, dopo un mese di giugno insolitamente piovoso e fresco, cominciano a susseguirsi ondate di calore sempre più roventi. Abbiamo imparato le regole fondamentali per passare indenni attraverso queste fasi di caldo torrido, e quindi siamo consapevoli che è opportuno consumare abbondante frutta e verdura, idratarsi adeguatamente, uscire nelle ore più fresche della giornata e indossare abiti di colore chiaro e tessuti leggeri e traspiranti.

Insieme alla dott.ssa Raffaella Romeo, direttrice sanitaria del Centro Sanitario di EDUCatt di Milano e medico epatologo presso l’Istituto Auxologico Italiano, poniamo invece l’attenzione su quegli aspetti meno noti ma altrettanto importanti della prevenzione dei malori estivi.

Idratarsi è importante

Foto: Pixabay

Anche se è nota a tutti l’importanza di una idratazione abbondante, è opportuno dedicare all’argomento  qualche parola in più.
In media le persone tendono a idratarsi meno di quello che sarebbe raccomandato, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.
Una persona in buona salute dovrebbe consumare quotidianamente un quantitativo di liquidi proporzionale al proprio peso corporeo: si calcola che approssimativamente si dovrebbero consumare 30 ml di acqua per chilo di peso corporeo.
Naturalmente, in condizioni di calore intenso, l’organismo mette in atto il meccanismo della sudorazione per abbassare la temperatura corporea e la sudorazione   comporta la dispersione di molte quantità di liquidi con conseguente disidratazione dell’organismo: per questo è necessario incrementare il consumo di liquidi in caso di sudorazione importante.
È bene ricordare che la sensazione di “sete” rappresenta un segno iniziale di disidratazione.

Il comfort dell’ambiente

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Per resistere alle ondate di calore, un ruolo fondamentale lo ha il miglioramento dell’ambiente nel quel ci troviamo.
Schermare il sole che filtra dalle finestre con veneziane o tapparelle, consente di contenere l’incremento della temperatura nella stanza. Naturalmente, il mantenimento o l’incremento della ventilazione mediante l’apertura delle finestre non esposte al sole, facilita il mantenimento delle condizioni ideali.
L’areazione notturna e nelle prime ore del mattino favoriscono il ricambio e la circolazione di masse di aria più fresca.
Attenzione all’impiego di ventilatori meccanici che accelerano il movimento dell’aria senza abbassare la temperatura ambientale.

Aria condizionata sì, ma con intelligenza

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L’impiego dell’aria condizionata è ormai molto diffuso e rappresenta certamente un valido aiuto contro il calore.
Tuttavia, è fondamentale evitare di regolare la temperatura a valori troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. In generale, una temperatura di 25-27 °C, regolando il tasso di umidità  dell’ambiente, sono sufficienti a garantire uno stato di benessere senza esporre ad eccessivi sbalzi termici con l’esterno.

I pericoli del sole: l’insolazione

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È causata da un aumento della temperatura corporea per insufficiente capacità di termoregolazione.
Si manifesta in seguito all’esposizione prolungata ai raggi solari, soprattutto alla testa, in particolari nelle giornate molto calde con assenza di vento e radiazione solare intensa. Può comportare la comparsa di eritemi o vere e proprie ustioni, accompagnate o meno dalla sintomatologia tipica del colpo di calore.
È una patologia che non si verifica solo al mare ma è anche più frequente in montagna dove, nonostante le temperature ambientali siano più basse, l’irradiazione solare è molto più intensa.

I rimedi: recarsi immediatamente in un luogo fresco, ombreggiato e arieggiato, assumere la posizione antishock (sdraiati supini, gambe leggermente sollevate per favorire il ritorno venoso al cuore), idratarsi abbondantemente con acqua fresca, a piccoli sorsi, raffreddare il corpo con spugnature fresche (tempie, polsi e lati del collo).

I pericoli del sole: il colpo di calore

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Come per l’insolazione è causato da un aumento della temperatura corporea per insufficiente capacità di termoregolazione.
Può verificarsi quando ci si trova esposti a una temperatura troppo alta, associata a un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione.
È importante sapere che non si tratta di una condizione che si verifica solo all’esterno ma può accadere anche in un ambiente chiuso o in un ambiente dove non batte il sole.
Normalmente si presenta inizialmente come un malessere generale seguito da mal di testa, nausea, vomito, sensazione di vertigine fino ad arrivare a veri stati confusionali e, nei casi più seri, perdita di coscienza.

I rimedi: mettere in atto la prassi per l’insolazione allertando il personale sanitario in caso di aumento della temperatura corporea (oltre i 40°).

Una brutta congestione

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La sudorazione dovuta al calore intenso porta al desiderio di assumere bevande ghiacciate.
Tuttavia questo atteggiamento può rivelarsi pericoloso perché un organismo surriscaldato che riceve quantità di liquidi ghiacciati durante i pasti o subito dopo, porta alla confluenza di eccessi di sangue all’addome.
Questo meccanismo può notevolmente rallentare o bloccare i processi digestivi: si tratta di congestione, che si manifesta con sudorazione e sovente dolore toracico.

I rimedi: assumere la posizione antishock (sdraiati supini, gambe leggermente sollevate per favorire il ritorno venoso al cuore), massaggiare l’addome per riscaldare la parte, ripristinando l’afflusso ematico allo stomaco e distendendo i muscoli contratti.

Fatica e crampi

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La sudorazione abbondante comporta la perdita di sodio con una conseguente modifica dell’equilibrio idrico-salino. Di solito si verifica in chi pratica attività sportiva senza reintegrare adeguatamente i liquidi persi con la sudorazione, oppure nelle persone anziane poco idratate o disidratate.

I rimedi: reintegrare l’idratazione con bevande fresche contenenti integratori salini.

L’assunzione dei farmaci

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Molte persone affette da patologie croniche (ad esempio diabete, ipertensione, cardiopatie, malattie neurologiche) assumono regolarmente diversi tipi di farmaci. È molto importante sapere che i farmaci esposti alle alte temperature possono rovinarsi, anticipare la data di scadenza, perdere efficacia o causare effetti collaterali.
In generale i farmaci non dovrebbero mai essere esposti a temperature superiori ai 25°C. Per questo è sconsigliabile portarli in spiaggia in borsa o lasciarli nell’auto parcheggiata al sole. È importante assicurarsi che non abbiano cambiato colorazione o consistenza, prima di ingerirli.
L’assunzione di cortisonici, antinfiammatori non steroidei (FANS), antibiotici e terapie ormonali può indurre l’insorgenza di fastidiose dermatiti, eczemi o macchie sulla pelle se la persona che li assume si espone ai raggi UV.
Quindi particolare attenzione va posta alla scelta della protezione solare sempre importantissima ma imprescindibile in questi casi.

L’attività sportiva

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Durante l’estate e, in particolare durante le ondate di calore intenso, la pratica dell’attività sportiva all’aperto dovrebbe essere limitata alle ore più fresche della giornata (prime ore del mattino, orari notturni).
L’attività fisica in un ambiente eccessivamente caldo può portare a un collasso dei vasi periferici con insufficiente apporto di sangue al cervello.
Si manifesta con profusa sudorazione, senso di leggero disorientamento, malessere generale, debolezza, nausea, vomito, cefalea, tachicardia, ipotensione arteriosa, confusione e irritabilità. Se non diagnosticato e trattato immediatamente, può progredire fino al colpo di calore.

Le punture di insetti

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La stagione estiva caratterizzata da molte ore trascorse all’aria aperta, può avere come aspetto negativo l’esposizione alle punture di insetti. A parte le fastidiosissime zanzare che normalmente provocano solo un prurito passeggero, esistono molti altri insetti come ragni, zecche, pulci, api, vespe e calabroni che possono generare reazioni più importanti. Per non rovinare le nostre vacanze, l’Istituto Superiore di Sanità ha stilato un elenco di norme a prevenzione delle punture che comprende, tra le altre, l’applicazione di repellenti sulla pelle esposta, tenere porte e finestre chiuse o protette da zanzariere, indossare maniche lunghe e pantaloni lunghi dove il rischio è maggiore e evitare di stare a piedi nudi all’aperto (soprattutto in prati e zone boschive).

I rimedi: qualora la puntura si fosse verificata, nonostante l’adozione delle precauzioni, i rimedi consigliati sono evitare di grattare o sfregare la ferita e l’area circostante anche in caso di prurito intenso, per ridurre il rischio di infezioni, applicare sulla ferita prodotti freddi (acqua fredda, fazzoletti bagnati in acqua fredda) per almeno 10 minuti per ridurre il gonfiore; in caso di morso di zecca, rimuovere al più presto la zecca intera, afferrandola il più vicino possibile alla cute per evitare che la testa rimanga nella ferita; successivamente lavare con acqua e sapone e contattare un medico o un pronto soccorso se dopo 2-3 giorni i sintomi non sono passati e tendono a peggiorare, se l’estensione dell’area arrossata e/o edematosa è aumentata, se compaiono disturbi generali (febbre, malessere, dolori muscolari e articolari, mal di testa, tosse secca).

L’immagine di copertina è di Andrea Aschedamini, different.photography 

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