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Chi porta i regali la notte di Natale?

Il tradizionale scambio dei regali natalizi affonda le sue origini nella leggenda di san Nicola, un vescovo di una città dell’attuale Turchia e santo protettore dei bambini. La storia ha attraversato i secoli e ad oggi i regali di Natale sono una tradizione radicata in tante culture: EDUCatt offre la possibilità di coltivare questa tradizione attraverso il progetto Casa Fogliani, con regali di alta qualità e con un valore aggiunto di solidarietà

Una leggenda narra che nel IV secolo in Turchia un padre di una ricca famiglia caduta in disgrazia decise di avviare alla prostituzione le tre figlie rimaste senza dote. La crudele decisione venne fermata da un benefattore che salvò le tre bambine dall’infausto destino donando loro il denaro necessario affinché potessero sposarsi senza prostituirsi. Lo stesso benefattore resuscitò in un’altra occasione tre bambini uccisi da un macellaio che voleva mettere in vendita la loro carne.

Il benefattore dietro alle due leggende di epoca tardomedievale è san Nicolò, vescovo di Myra, l’attuale Demre, un uomo realmente esistito (il nome appare infatti tra quelli che parteciparono al Concilio di Nicea nel 325), e che oggi tutti meglio conoscono come Babbo Natale.

San Nicola
Affresco medievale raffigurante san Nicola,
Chiesa di Bojana, Sofia (Bulgaria).

Ma come è possibile che un pio uomo nato e vissuto nel IV secolo in Licia, antica provincia dell’Impero romano, sia oggi diventato un anziano signore barbuto e corpulento che guida una slitta volante trainata da renne? La risposta si cela nella scrittura e riscrittura che la Storia ha fatto della vita di Nicolò, a partire dal Medioevo quando il vescovo di Myra, da santo protettore dei marinai è stato proclamato anche protettore dei bambini e quindi vescovo che la notte del 6 dicembre, giorno della sua commemorazione, porta doni ai più piccoli.

Ogni Paese ha poi inserito nella propria tradizione la figura del vescovo di Myra: i Paesi protestanti, con la proibizione del culto dei santi, hanno sostituito san Nicolò con Gesù Bambino (Christkindl), spostando la notte dei regali al 25 dicembre, giorno di Natale.

In molte zone resta tuttavia il culto di san Nicola spogliato della sua veste di vescovo cattolico e con il nome Santa Claus, un uomo dalla lunga barba bianca che porta in dono regali in sella a un cavallo bianco.

Santa Claus
Rappresentazione di Sinter Claes
in una casa del XVI secolo ad Amsterdam.

Per arrivare a Babbo Natale è necessario tuttavia fare un salto di oltre un secolo e approdare Oltreoceano durante la Guerra d’indipendenza americana. Si sostiene che gli abitanti di New York, ex città coloniale olandese, reinventarono il culto proveniente dalle terre d’origine in quanto simbolo del passato non inglese. La trasformazione di san Nicola in Babbo Natale passa attraverso diverse fasi e il contributo più incisivo proviene da un scrittore e linguista di New York, Clement Clarke Moore, quando nel 1823 scrive la poesia A visit from St. Nicholas, rappresentando il santo di origine anatolica come un uomo corpulento con la barba bianca, vestito con un abito di pelliccia e alla guida di una slitta trainata da renne per rievocarne l’origine nordeuropea.

llustrazione del libro del 1850 St. Nikolaas en zijn knecht (San Nicola e il suo servo), Jan Schenkman, 1850.

Negli anni ’30 la Coca-cola ha costruito una sua campagna natalizia sulla figura di Santa Claus, vestendolo con i colori richiamanti il packaging della bibita e dando così a Babbo Natale le fattezze riconosciute ad oggi in tutto il mondo.

Al di là delle leggende che percorrono il tempo e delle più recenti trovate pubblicitarie, lo scambio dei regali resta una tradizione che affonda le radici nelle vicende di san Nicola, che ancora oggi passa il 6 dicembre a portare doni in alcune parti di Italia, in particolare in Veneto, Trentino e Friuli. Accanto al santo, in un’area a cavallo tra Cremona, Lodi, Brescia, Bergamo, Mantova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia, ad anticipare l’arrivo del più globalizzato Babbo Natale è santa Lucia, che arriva con i suoi regali il 13 dicembre.

Con Casa Fogliani è possibile acquistare regali natalizi che contribuiscono a sostenere i percorsi universitari di ragazzi come Denish, Omayma, Elmer, Helal, Husain, Nadee, Habtamu, Nelson e Amina. Sono giovani stranieri che sono in Italia per formarsi e crescere nel nostro Ateneo, le cui storie sono state raccolte nella plaquette in uscita Tante storie, un unico progetto. Le confezioni regalo sono consultabili nel Catalogo natalizio oppure presso il primo Charity Shop universitario d’Italia in via Lanzone 24. Contribuire al progetto significa garantire la possibilità di destinare delle risorse a uno scopo con valore sociale eccellente. 

Per personalizzare i pacchetti, selezionare i prodotti e comporre le box regalo è possibile scrivere a progetto@casafogliani.it. Tutti i prodotti sono sempre acquistabili a Milano al Charity shop Container.9 (info e acquisti sul posto, lun.-merc.-ven. ore 10-18, per email ) oppure anche online, alla pagina dello Shop dedicata

FONTI

https://www.basilicasannicola.it/sez/1/38/49/i-tre-bambini-risuscitati

https://www.focus.it/cultura/storia/come-nata-la-leggenda-di-babbo-natale

https://it.wikipedia.org/wiki/San_Nicola_di_Bari

https://it.wikipedia.org/wiki/Sinterklaas

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