Focus

La Sostenibilità, non solo “in teoria”

Frutto di un percorso inaugurato negli anni settanta del Novecento, che ha messo per la prima volta in rilievo l’impossibilità di poter per sempre contare sulle risorse del Pianeta, i criteri ESG permettono di monitorare gli impatti ambientali e sociali di un’azienda. Grazie a una serie di iniziative concrete, EDUCatt imposta sempre più la propria mission su un approccio sostenibile, in tutte le sue declinazioni.

Un servizio che permette di adottare un alveare, un’azienda che crea scarpe con materiali vegani e un’altra che produce invece strumenti biomedici: si tratta di 3Bee, ACBC e Movendo technology, tre startup innovative nate nel 2020 e che si sono distinte in termini di ricavi (superiori a 1,8 milioni di euro) numero di dipendenti (più di 14) e finanziamenti ricevuti (più di 3 milioni di euro). Il filo rosso che però collega queste tre aziende è il loro positivo impatto sociale e ambientale, insieme a una buona governance dell’azienda; fattori che negli ultimi anni sono diventati standard di riferimento, il cui acronimo è ESG (Environmental, Social, Governance).

I criteri ESG, nati inizialmente nel mondo della finanza per monitorare le capacità delle imprese di generare un valore in ambiti diversi da quello puramente economico, sono il punto di arrivo di una storia iniziata 1972 con la pubblicazione del report The Limits to Growth, frutto di un lavoro commissionato dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) al The Club of Rome, una ONG non profit composta da scienziati, economisti, imprenditori e attivisti. Il report constatava che il tasso di crescita della popolazione, dell’industrializzazione e dell’inquinamento avrebbe raggiunto un limite oltre il quale il Pianeta non avrebbe avuto più margine di crescita e sviluppo. Negli stessi anni vengono stilati anche i 26 principi della dichiarazione delle Nazioni Unite sull’ambiente umano, altresì nota come Dichiarazione di Stoccolma, al cui centro viene messo il diritto di tutti gli esseri umani ad avere accesso a condizioni di vita dignitose, in un ambiente che lo consenta.

L’urgenza di tenere in considerazione il rispetto delle risorse comuni diventa sempre più impellente con il nuovo Millennio, fino ad arrivare nel 2015 all’accidentato ma fondamentale Accordo di Parigi verso la neutralità climatica e alla sottoscrizione dell’Agenda 2030 ONU per lo Sviluppo Sostenibile, firmata dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. L’impegno sotteso all’Agenda 2030 è quello di raggiungere 17 obiettivi comuni per uno sviluppo sostenibile, gli SDGs (Sustainable Development Goals), che riguardano ambiti sociali, ambientali e lavorativi inseriti in un’ottica sistematica e di interdipendenza dei fattori.

All’interno di questa cornice storica, i criteri ESG sono uno strumento fondamentale per misurare la capacità di raggiungere gli obiettivi SDGs o comunque di monitorare a che punto si è nel percorso. Il criterio “Ambientale” riguarda l’impatto di un’azienda sull’ambiente, la sua gestione cioè delle risorse naturali, le politiche sulle emissioni, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la gestione dei rifiuti. Gli aspetti relativi ai diritti umani, le condizioni di lavoro, l’inclusione e il coinvolgimento della comunità locale sono invece monitorati dal criterio “Sociale”, mentre le politiche retributive, l’integrità aziendale e la trasparenza fiscale dal quello di “Governance”.

Una direttiva europea del 16 dicembre 2022, nota con la sigla CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive, sta rendendo obbligatoria per le aziende una rendicontazione non solo economica ma anche capace di tenere in considerazione gli standard ESG.

Con questa prospettiva EDUCatt ha promosso l’iniziativa Cura della Casa comune, un impegno fatto di azioni concrete che si inserisce nel Piano strategico dell’Università Cattolica e si ispira alle parole di papa Francesco nella Laudato Si’, ribadite nell’Esortazione Apostolica Laudate Deum. Il primo passo, sperimentale, è stato la pubblicazione del primo Report di sostenibilità della Fondazione, elaborato grazie alla collaborazione con ASA, l’Alta Scuola per l’Ambiente dell’Ateneo.

Per affiancare a un nuovo approccio progettuale un luogo in cui continuare ad approfondire temi riguardanti la sostenibilità, intesa in tutte le sue sfaccettature, la Fondazione inaugura sul numero primaverile 2024 di «Epeople» la rubrica “L’altra sostenibilità”, un appuntamento mensile per parlare, non solo in termini teorici, di azioni volte alla custodia del bene e delle risorse comuni, a testimonianza dell’interesse e della strategicità dell’argomento all’interno dell’organizzazione.