«Vicini al Papa, uniti tra noi»: il Giubileo raccontato dai collegiali di Roma
Il 31 ottobre la comunità universitaria della Cattolica ha preso parte al Giubileo del Mondo Educativo incontrando Papa Leone XIV in un clima di fede e condivisione. I collegiali della sede di Roma raccontano di un’esperienza intensa, segnata da parole che invitano a «disarmare le parole, alzare lo sguardo e custodire il cuore».
Chiedo alle comunità educative: disarmate le parole, alzate lo sguardo, custodite il cuore. Disarmate le parole, perché l’educazione non avanza con la polemica, ma con la mitezza che ascolta. Alzate lo sguardo. Come Dio disse ad Abramo, «Guarda il cielo e conta le stelle» (Gen 15,5): sappiate domandarvi dove state andando e perché. Custodite il cuore: la relazione viene prima dell’opinione, la persona prima del programma.
(Lettera Apostolica Disegnare nuove mappe di speranza)
Con queste parole Papa Leone XIV ha esortato e salutato gli studenti e le migliaia di persone giunte a Roma per il Giubileo del Mondo Educativo, lo scorso 31 ottobre. Tra le realtà presenti, anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore: oltre 2500 partecipanti da tutte le sedi dell’ateneo – studenti, docenti, personale amministrativo e tecnico – guidati dal Rettore, la professoressa Elena Beccalli, che hanno preso parte all’Udienza con il Santo Padre e alla successiva celebrazione eucaristica in Basilica, presieduta da S.E. Mons. Claudio Giuliodori e animata dal coro degli studenti della sede di Roma.
Una giornata indimenticabile, come raccontano i collegiali della sede di Roma dell’Università Cattolica, che hanno preso parte a questo momento di pellegrinaggio, unione di fede, riflessione e senso di appartenenza. Per la comunità collegiale dell’ateneo, sempre attenta ai temi della crescita personale e dell’impegno formativo, il Giubileo ha rappresentato e rappresenta un’occasione densa di significato. Camminare insieme, condividere la preghiera, ascoltare parole capaci di entrare nella vita di chi ogni giorno studia, si forma, abita un collegio: questo ha dato all’appuntamento del 31 ottobre scorso un valore ancora più profondo.
Emilia Costa, del collegio Ker Maria, racconta così la giornata di pellegrinaggio: «Il Giubileo dell’Università Cattolica è stato un evento significativo, in cui ancora una volta abbiamo potuto sperimentare il clima accogliente e familiare dell’intercollegialità. Incontrare il Papa da così vicino non è certamente qualcosa che accade tutti i giorni, e per questo rappresenta un’esperienza che ha lasciato un segno profondo in ciascuno di noi». Il messaggio del Santo Padre, aggiunge, è stato uno stimolo prezioso: «Le sue parole hanno costituito un invito a riflettere sul ruolo delle istituzioni educative e sulla loro responsabilità nella formazione delle nuove generazioni, perché diventino testimoni di speranza, dialogo e solidarietà». Conclude con l’emozione provata una volta entrati in Basilica: «Il passaggio attraverso la Porta Santa e la celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Giuliodori hanno arricchito questo tempo di fede e comunione, rendendolo un’occasione di autentica crescita spirituale e comunitaria».
Anche Pietro Schirano, del collegio San Damiano, sottolinea quanto il Giubileo sia stato un evento prezioso «per l’intera comunità dell’Università Cattolica: poterlo condividere con i collegiali è stato straordinario». Nelle parole del Papa, Pietro ha trovato un incoraggiamento diretto alla vita quotidiana degli studenti: «Papa Leone ci ha motivati a credere in noi stessi e in quello che facciamo ogni giorno, facendo tesoro degli insegnamenti dei nostri maestri e valorizzando la fatica e il sacrificio che mettiamo nello studio». Particolarmente significativo il riferimento a due figure di grande spessore intellettuale e spirituale: «Mi ha colpito il richiamo a san John Henry Newman, proclamato Dottore della Chiesa il giorno dopo, e a san Tommaso d’Aquino, indicati come patroni di tutte le persone che partecipano al processo educativo».
Per Gabriele Schirano, fratello di Pietro e collegiale del Nuovo Joanneum, la giornata del 31 ottobre è stata un vero tempo di riscoperta comunitaria: «Il Giubileo è stato un momento intenso e ricco di significato, in cui abbiamo riscoperto la bellezza di sentirci parte di una comunità viva e in cammino». Anche lui è rimasto profondamente segnato dalle parole del Papa sulla responsabilità dei giovani: «La speranza affidata ai giovani è un invito a ricordare che ogni generazione porta con sé la possibilità di rinnovare il mondo con idee, responsabilità e coraggio». Un messaggio che non resta astratto, ma che chiama a una testimonianza concreta: «Il suo invito a migliorare ciò che ci circonda ci sprona a non rimanere indifferenti, ma a contribuire con piccoli gesti a costruire un ambiente più umano, accogliente e solidale». E conclude: «Il Giubileo è un’esperienza che rimane nel cuore e che diventa stimolo a vivere il nostro presente con maggiore consapevolezza e gratitudine».
Per finire, Roberta Moselli del collegio San Luca-Armida Barelli fa una summa dell’esperienza: «Il 31 ottobre è stata un’occasione che ci ha permesso di vivere profonde emozioni. Condividere questi momenti con l’intera comunità collegiale rende ancora più forte lo spirito di unità che ci lega. Abbiamo fatto tesoro delle parole di papa Leone XIV e le custodiremo per la nostra crescita personale e spirituale».
[Si ringrazia per il prezioso contributo alla realizzazione di questo articolo Emilia Costa, Roberta Moselli, Gabriele Schirano e Pietro Schirano. L’immagine a corredo è stata scattata da Pietro Schirano per il collegio San Damiano.]

