Nutrizione e Coronavirus: tra notizie certe, bufale mediatiche e pillole magiche

Dato il legame molto stretto tra sistema immunitario e alimentazione occorre mangiare e mangiare bene per non compromettere le difese dell’organismo, ma senza lasciarsi suggestionare da teorie infondate.

In tempo di Coronavirus, accanto e insieme alla preoccupazione legittima per la nostra salute, siamo letteralmente sommersi da notizie di vario tipo e provenienza che ci vogliono rassicurare sul modo più idoneo per vincere questa battaglia contro un nemico invisibile e inatteso, venuto da lontano a sconvolgere la vita nostra e quella dei nostri cari. Accanto alle misure di carattere strettamente medico (come tamponi, vaccini ecc.) e a quelle di comportamento (distanziamento sociale, uso di mascherine, l’evitare di comportamenti promiscui e di luoghi affollati ecc.) sono comparsi – ma non potevano mancare, mi verrebbe da dire – anche consigli su comportamenti da seguire in tema di alimentazione sicura e ‘protettiva’ nei confronti di questa imprevista pandemia.

È vero che ogni infezione, da qualsiasi agente esterno provenga (batterio o virus), mette il nostro organismo nelle condizioni di doversi difendere e di vincere questa battaglia, attraverso l’intervento del nostro sistema immunitario che ha vari sistemi di difesa da mettere in atto e reclutare, come in un conflitto di trincea dove esistono diverse linee del fronte e diverse strategie utili a contrastare e neutralizzare ogni attacco esterno.

Ora il legame fra dieta e sistema di difesa (immunitario) è molto complesso, legato sia ai diversi nutrienti (attori-soldati) che alle diverse metodologie (armamenti e strategie) che tale esercito di difesa (sistema immunitario) può mettere in atto in questo conflitto. Non sembra perciò poter dire che un singolo attore (uno specifico nutriente, fra quelli riconosciuti come essenziali) o un singolo armamento (del sistema di difesa) possa da solo riuscire nell’intento di vincere questo confronto. La battaglia (e la guerra) si vince mettendo il nostro organismo nelle migliori condizioni per sconfiggere questo nemico invisibile: sicuramente un apporto appropriato di calorie e proteine di buon livello può permettere di affrontare la situazione in buona forma fisica, con particolare riferimento alle abitudini alimentari e ai bisogni di persone e/o gruppi a rischio di ‘malnutrizione’ (come bambini, anziani, soggetti portatori di fragilità fisica/mentale/psicologica/economica ecc.) che non possono o non vogliono mangiare a sufficienza.

Possono essere perciò fuorvianti  le indicazioni, comparse su web e rotocalchi, sull’uso (ed abuso) di integratori, spezie e miscele fantasiose, proposte come ‘arma letale’ contro il virus. Al di là dell’interesse commerciale di coloro che le propongono, penso all’alta probabilità di ognuno di noi, in questo momento di particolare insicurezza determinato dalla minaccia di un nemico invisibile, di essere suggestionato dall’idea che ci possa essere una pillola magica per risolvere il problema in un sol colpo. Alla luce dei fatti e fino ad ora, questo non è stato accertato e quindi non può determinare una corsa al “prodotto salvavita”: perciò le indicazioni dell’uso (sempre e comunque) di megadosi di Vitamina C o di Vitamina D ed E o di Minerali (zinco, selenio etc.) non solo non sono corroborate da evidenze scientifiche, ma rischiano a lungo termine di poter provocare dei danni a causa dell’accumulo di questi composti. Esistono infatti, accanto alle situazioni di malnutrizione per difetto, anche le malattie da eccesso di nutrienti (come le ipervitaminosi). Quindi la prescrizione di un nutriente (vitamina o minerale che sia) deve essere a carico del medico che conosce pregi, difetti e rischi di un uso anomalo e che procede alla prescrizione solamente dopo accertamento di una eventuale carenza.

Le indicazioni perciò  sono, anche in questa situazione, di ricorrere ad una dieta varia, basata sull’uso di alimenti di origine animale e vegetale, ricca di verdura – anche cruda (vitamina C) – e frutta sia fresca che secca (zinco e selenio), di legumi e cereali, anche integrali, per l’apporto di fibra (con azione favorevole sul microbiota intestinale), di pesce (acidi grassi Omega 3, ad azione anti-infiammatoria), ma anche di latte e derivati, nonché di carne per il rifornimento di proteine nobili, che come abbiamo visto sono assolutamente importanti per una buona funzione immunitaria. In poche parole una dieta sul modello mediterraneo.

Se queste indicazioni valgono per tutti, vanno seguite con particolarmente attenzione dalle persone a rischio di malnutrizione o iponutrizione, come bambini e anziani. Un discorso a parte meritano invece tutti coloro che in questo periodo hanno trascorso un ricovero in ospedale per i quali i vari servizi ospedalieri hanno previsto appositamente dei menù adeguati e che a volte necessitano di un supporto orale con integratori e/o nutrizione artificiale (per via enterale e parenterale). Il mio gruppo, ad esempio, ha proposto delle linee alimentari di comportamento per tutti coloro che sono ricoverati con infezione COVID al Policlinico A. Gemelli, redatte secondo le indicazioni di società scientifiche del settore nutrizionale.

In conclusione, occorre innanzitutto mangiare e mangiare bene per evitare  di compromettere le difese dell’organismo, correggendo in maniera adeguata le singole carenze nutrizionali accertate, senza lasciarsi suggestionare da teorie infondate e senza volere strafare,  evitando una alimentazione casalinga ipercalorica (fatta ad esempio di troppi dolci, bevande zuccherate, grassi e fritture ecc.) che predispone al sovrappeso e/o obesità, condizioni che ostacolano il lavoro del sistema immunitario: è accertato infatti che un eccesso di grasso nell’organismo determina di per sé una condizione di infiammazione di basso grado che, a sua volta, mette alla prova il nostro sistema immunitario e che in questi tempi è decisamente da evitare.

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