In Collegio

Collegiali online: nuove forme di arte digitale

Passioni concrete che si appoggiano alle piattaforme social e risuonano per raccontare, far scoprire, condividere: i collegiali raccontano ancora una volta loro stessi e i modi in cui un post di Instagram o un TikTok può fare e raccontare arte.

Nel profondo della propria mission i collegi e le residenze dell’Università Cattolica del Sacro Cuore vogliono essere la cassa di risonanza migliore per chi vi transita per alcuni tra gli anni più formativi della propria vita. È così che le passioni di tanti collegiali possono essere coltivate e, soprattutto, condivise; e, con i ragazzi e il collegio, evolve anche l’arte, che dalle sue espressioni più “classiche” e tradizionali si amplia sempre di più verso il mondo del social e del digitale. Instagram e TikTok sono i canali di punta dove le nuove generazioni scoprono, sperimentano e condividono, e i collegiali hanno trovato anche in queste piattaforme il modo per mettersi al servizio della community di cui fanno parte.

Giulia, che è arrivata dalla provincia di Brescia al collegio Marianum lo scorso settembre, scrolla Instagram e trova la pagina della sua dance crew, le Da Femme. Post dopo post lei, assieme alle sue compagne e alla coreografa, l’art director Barbara Bordanzi, racconta la sua passione per la danza, nata quando era molto piccola e portata avanti per tutta la vita. «Le Da Femme sono nate nel 2019 dal desiderio di raccontarci, tramite uno stile unico e dalle influenze più disparate (per citare alcuni spunti: siamo un mix di videodance, afro, vogue, heels, house), e di condividere soprattutto il nostro messaggio, qualcosa a cui teniamo immensamente: abbiamo fatto nostra la frase-simbolo di Coco Chanel, Less is more, e l’abbiamo trasformata in danza.» La crew di Giulia trasmette una femminilità pura ma mai esasperata o volgare: «Nelle nostre coreografie non c’è sfacciataggine, perché vogliamo trasmettere un messaggio di accettazione e positività, il senso del sapersi valorizzare e della self confidence più profonda. Accettare e accettarsi, piacersi senza snaturarsi o forzarsi, abbracciare quel lato un po’ da outsider e andarne fiere: questo è il senso di ciò che portiamo sul palco, e ci crediamo con tutto il cuore». E si vede: i social delle Da Femme raccontano, foto dopo foto e video dopo video, una passione che ha portato a tanti risultati e soddisfazioni quasi incredibili per le ragazze, come racconta Giulia: «Abbiamo preso parte a Italia’s Got Talent, abbiamo collaborato con Pompea, abbiamo partecipato alle più importanti competizioni italiane, come l’MC Hip Hop Contest di Riccione, guadagnando nel 2022 il primo posto nella categoria Show Time e vincendo lo scorso anno il titolo di Crew of the Year».
Proprio nel 2023 Giulia prende la laurea triennale e deve compiere una scelta importante: rimanere nella provincia di Brescia e continuare con gli allenamenti, intraprendendo però un percorso di studi che non la convince, oppure trasferirsi a Milano, iscriversi in Università Cattolica alla magistrale in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo e accettare i necessari sacrifici legati alla sua passione per la danza. «Alla fine ho deciso per questa seconda opzione, faccio il colloquio per entrare in collegio grazie al suggerimento di una mia amica che fa parte della community del Marianum ed entro anche io. Ma i dubbi sono tanti, soprattutto legati alla danza: come studierò? Dovrò andare sotto un’altra direzione artistica?» Alla fine, grazie a compromessi e al supporto del collegio, Giulia sta portando avanti sia la sua carriera accademica sia il suo grande impegno con la sua crew: condensa gli allenamenti nel weekend e durante la settimana si allena in palestra, dove ha massima disponibilità per spazi e tempi. «Non vengo mai ostacolata, anzi il collegio mi incoraggia ed è estremamente positivo a riguardo. Anzi, il messaggio delle Da Femme è piaciuto così tanto che stiamo provando a organizzare un’esibizione in collegio. Sarebbe bellissimo, un vero e proprio incontro tra i due mondi al momento più importanti per me in assoluto.»

Ed è proprio l’incontro tra mondi a caratterizzare le pagine Instagram di altre due collegiali, entrambe facenti parte del Paolo VI, entrambe con il desiderio di condividere qualcosa di unico con i propri coetanei. Per Anting, che si descrive come «cinesina napoletana» al secondo anno di collegio e di Lingue per l’impresa, il semino dell’arte è germogliato sin da piccolissima, da quando le bastava trovare una penna per iniziare a scarabocchiare ovunque («anche sui muri e sugli armadi… I miei genitori non ne erano molto contenti!» racconta Anting ridendo) e le ricreazioni durante le elementari e la scuola cinese che frequentava il sabato diventavano occasione per costruire bacchette magiche artigianali e scambiare i ritratti dei compagni per cioccolato e caramelle. Anting a un certo punto avrebbe voluto trasformare la propria passione per il disegno in mestiere, diventando stilista, ma alla fine il suo percorso di studi l’ha portata verso le lingue: «Tramite l’apprendimento di altre lingue oltre all’italiano e al cinese posso imparare a conoscere il mondo e capire come viverci in prima persona e a modo mio. Non ho smesso di disegnare mai, e anche se per un po’ ho rimpianto di non aver seguito una carriera artistica, ora invece ho capito che è destino: sotto pressione non riesco a disegnare, devo farlo per passione e senza stress. Non disegno senza spirito e senza anima, perché per me l’arte è sfogo». Ritagliarsi del tempo da dedicare al disegno e agli origami ora è diventato più complicato, con gli impegni presi da Anting all’interno della Commissione intercultura del Paolo VI e della CCSA (Cattolica Chinese Students Association), di cui è vicepresidente; quando riesce, però, un post dedicato alla Cina compare sulla sua pagina Instagram. «Mi piace che così, in qualche maniera, io riesca a creare un ponte tra due mondi. Il prossimo step è comprare una fotocamera e fare uno step in più, per continuare a lasciare tracce con l’arte e la cultura, nel concreto e nel digitale».

Anche il profilo Instagram di Eleonora crea un ponte che attraversa l’Italia per centinaia di chilometri e unisce Milano alla Sardegna. Originaria della provincia di Nuoro, la studentessa all’ultimo anno di Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo ha deciso, una volta arrivata a Milano agli inizi della triennale, di aprire una pagina dove parlare dei posti e delle mostre che visita qui, ma anche delle tradizioni della Sardegna. «Ci sono molte pagine che parlano di arte, soprattutto su Milano, ma una pagina che unisce questi due mondi non è semplice da trovare. Quello che rende unica la mia pagina è il concept che vi sta dietro, ossia quello di una Wunderkammer virtuale: tanti oggetti sparsi senza un ordine, ma con tanto da raccontare e da scoprire.»
Il talento di Eleonora sui social non ha tardato a farsi scoprire anche presso il nostro ateneo: «Ho avuto l’occasione di collaborare con l’Università Cattolica e il suo profilo ufficiale su Instagram per il progetto Reels4Unicatt, un’occasione preziosa per partecipare alla vita dell’ateneo e raccontare a tante persone la sua storia». Un modo prezioso per raggiungere i propri compagni di università e le proprie “colleghe” di collegio, poiché l’impegno di Eleonora arriva anche a toccare la realtà del Paolo VI: «Faccio parte della commissione culturale: ci occupiamo di ricercare gli eventi che possono interessare al collegio e li sponsorizziamo tramite locandine e post online. Si tratta a tutti gli effetti di un prolungamento sia di quello che studio, sia di quello che comunico su Instagram. Anche qui c’è un’unione di due mondi


Segui i profili Instagram dei collegiali:
@dafemme_
@kekkarry.wang
@nora_rt_

Reels4Unicatt

[Si ringraziano per il prezioso contributo all’articolo le direzioni dei collegi e i collegiali che hanno voluto raccontare le loro esperienze, in particolare Eleonora Carta, Giulia Pennati e Anting Wang. La foto a corredo è tratta dal Bilancio di Missione a.a. 2022-2023 del collegio Paolo VI.]