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Una «lectio» innovativa per l’inaugurazione dell’anno accademico

La lectio magistralis d’inaugurazione dell’anno accademico è affidata per il 2025 al maestro Riccardo Muti: un interessante e innovativo discorso sulla leadership e sulla collaborazione delle parti che convergono verso uno scopo comune.

Non ha bisogno di presentazioni il maestro Riccardo Muti. La sua fama ha abbattuto ogni barriera e ogni confine. Per questo non appena si è sparsa la notizia della sua partecipazione all’inaugurazione dell’anno accademico la sorpresa e la curiosità si sono diffuse rapidamente. Venerdì 28 novembre il maestro sarà l’ospite prestigioso della cerimonia di avvio delle attività accademiche nell’aula magna di largo Gemelli. Alle 11, dopo il discorso inaugurale della rettrice Elena Beccalli e il saluto di monsignor Mario Delpini, in qualità di Presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, toccherà a Riccardo Muti assumersi il compito tradizionalmente affidato alla lectio magistralis. Ma sarà una lezione del tutto originale: un concerto sotto forma di prova con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. In tal modo sarà possibile assistere a come si arriva a un’esecuzione sinfonica, con il maestro che dirigerà le singole parti e i singoli strumenti, e si rivolgerà direttamente al pubblico per spiegare le scelte musicali.

Affidare la prolusione a una prova-concerto può voler dire molte cose e insegnare parecchio anche alla comunità universitaria. Per esempio può rivelarsi un eloquente discorso sulla leadership.
Quella di Muti è coronata da una decisa carica carismatica, che rende il suo ruolo di leader ancora più convincente e autorevole. Nella direzione di un’orchestra c’è il paziente lavoro per tirare fuori da ogni strumentista il meglio e per tenere insieme sia la fedeltà allo spartito, sia l’originalità interpretativa. Un lavoro certosino che richiede la valorizzazione di ogni persona e, insieme, l’armonia tra la singola parte e il tutto.
Che cosa può voler dire per ciascuno di noi? Gestire la quota di leadership che ci è propria, aiutando le persone con cui lavoriamo a dare il massimo, lavorando insieme per una comune missione. Il maestro insegna e dirige ed è il responsabile finale del risultato musicale raggiunto.
Ma senza il contributo e il coinvolgimento delle singole parti non potrebbe ottenere alcunché.

L’orchestra, poi, è il simbolo di come strumenti diversi, con un peso molto differente, possono produrre un’armonia perfetta. C’è bisogno del primo violino, come c’è necessità del triangolo. Tutti gli orchestrali sono importanti per il compimento della sinfonia  e dovremmo ricordarlo anche nella comunità universitaria.
Non è un caso che la fase di elaborazione del Piano strategico abbia scelto delle modalità di ascolto per fare in modo che ogni singola componente e ogni persona possa dire la propria, portando il suo mattoncino alla costruzione di un progetto dell’ateneo. I focus group, la survey, la call for ideas sono altrettanti modi perché ciascuno possa sentirsi ascoltato e valorizzato, sperando che il risultato finale sia il migliore possibile.
Un processo proprio di una organizzazione matura che rifiuta il percorso malato di chi decide-comunica-ascolta e sceglie invece il modello vincente di chi ascolta-decide-comunica.

Per tornare alla musica, più si avvicina l’inaugurazione dell’anno accademico più cresce l’attesa per la lezione del maestro Muti con l’orchestra Cherubini. Una performance inedita per la cerimonia dell’aula magna che, come abbiamo visto, molto può dire sulla vita della comunità universitaria.
Sapremo imparare la lezione e tradurla in pratica?

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