L’Università Cattolica sulle orme di san Francesco, nel segno della «pace»
Tra memoria storica e impegno presente, la comunità dell’Ateneo si unisce alle celebrazioni dell’Anno Giubilare Francescano: un percorso di spiritualità, cultura e pace che attraversa i chiostri sulle orme del santo patrono d’Italia, nell’ottavo centenario del suo Transito.
C’è un punto di sosta che invita alla riflessione, all’ingresso di largo Gemelli a Milano: presso la Cappella del Sacro Cuore, sulla destra, un pannello informativo – se ne trovano altri due, uno nell’ambulacro all’ingresso della Cappella San Francesco e uno sulle scale davanti all’Aula Magna, prima di entrare nell’ambulacro che porta verso la cappella – accoglie studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo con l’invito a prendere parte a un evento di portata universale: il Giubileo Francescano. Un segno visibile che stabilisce un legame diretto tra la quotidianità universitaria e il grande cammino spirituale che la Chiesa sta vivendo.
Dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, per volontà di Papa Leone XIV, la Chiesa celebra infatti uno speciale Anno Giubilare Francescano, in commemorazione degli ottocento anni dalla morte del Poverello di Assisi. Un Giubileo straordinario che si pone in ideale continuità con l’Anno Santo del 2025 e che, nelle intenzioni del decreto pontificio, invita ogni fedele a seguire l’esempio di Francesco, «diventando modello di santità di vita e testimone instancabile di pace».
L’Anno è rivolto in modo particolare alle famiglie francescane del Primo, Secondo e Terzo Ordine, ma la sua grazia si estende a tutti i fedeli che visiteranno in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa conventuale francescana o luogo di culto dedicato al santo in qualsiasi parte del mondo. La Penitenzieria Apostolica concede in questo periodo l’indulgenza plenaria per se stessi o per un defunto, alle consuete condizioni: confessione sacramentale (negli otto giorni precedenti o seguenti il compimento dell’opera indulgenziata), partecipazione alla Messa e alla Comunione eucaristica, pellegrinaggio presso una chiesa francescana, recita del Credo, del Padre Nostro e di una preghiera secondo le intenzioni del Papa.
Anche chi non può uscire di casa (anziani, malati o coloro che vivono situazioni di impedimento grave) potrà ugualmente ottenere l’indulgenza unendosi spiritualmente alle celebrazioni e offrendo a Dio le proprie preghiere e sofferenze.
L’Università Cattolica e san Francesco: un cammino avviato da anni
Non è la prima volta che l’Università Cattolica si interroga sulla figura di Francesco, e non potrebbe essere altrimenti: fondata dal padre francescano Agostino Gemelli e dai terziari francescani Armida Barelli e Ludovico Necchi, l’Ateneo porta nel proprio DNA spirituale l’impronta del Patrono d’Italia. Negli scorsi anni, in occasione delle molteplici ricorrenze che hanno preceduto l’ottavo centenario, l’Università ha promosso e ospitato una serie di iniziative di grande valore culturale e spirituale.
Già nel 2024 il campus milanese ha ospitato a gennaio un incontro con l’attore Giovanni Scifoni, che stava girando l’Italia con lo spettacolo Fra’. San Francesco, la superstar del Medioevo, in dialogo con il professor Paolo Dalla Sega per offrire una lettura insolita di san Francesco: non solo il predicatore della povertà, ma un uomo che dovette fare i conti con la fama, con la tentazione del successo, con il proprio ego.
Pochi mesi dopo, tra il 17 e il 19 aprile 2024, i Dipartimenti di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo, di Studi Medievali, Umanistici e Rinascimentali e di Scienze Religiose hanno dato vita a un convegno internazionale sulla figura del “Giullare di Dio”, ossia colui che, secondo la medievista Carla Bino, «cammina simbolicamente a testa in giù e propone così uno sguardo capovolto sul mondo».
La riflessione si è poi allargata, nel marzo 2025, con il ciclo di seminari Francesco tra le righe, al quale ha preso parte la poetessa Silvia Bre, che ha dialogato con il medievista Nicolangelo D’Acunto sul legame tra la poesia contemporanea e il Cantico delle Creature.
Qualche mese dopo, in agosto, durante il Meeting di Rimini, la professoressa Maria Pia Alberzoni ha ricordato che la forza di Francesco non stava in un programma, ma nell’amicizia tra i frati, in «una pienezza di vita che colpiva chi li incontrava».
E nell’ottobre del medesimo anno, in Aula Magna, padre Marco Finco, frate minore cappuccino da oltre vent’anni impegnato nella divulgazione del messaggio del Santo attraverso teatro e musica, ha raccontato, in dialogo con il professor Mario Maggioni, la “dimensione teatrale” che attraversa l’intera vita di Francesco: un teatro mai inteso come finzione, bensì come rappresentazione di un’esistenza piena e viva.
Il 2026 di san Francesco in Ateneo
L’Anno Giubilare Francescano ha trovato dunque nell’Ateneo un terreno già fertile, e ha moltiplicato le iniziative in corso. A partire dal 24 febbraio 2026, infatti, ogni martedì la Santa Messa delle ore 12.30 viene celebrata presso la Cappella San Francesco (ambulacro Scala D), come momento di preghiera comunitaria nel segno del centenario, mentre, sul piano culturale, il Centro Pastorale ha strutturato un calendario di incontri seminariali che nei mesi correnti e prossimi coinvolgerà quaranta relatori per esplorare Francesco in tutta la sua pluriforme grandezza: dalla storia del francescanesimo all’arte, dalla filosofia alla riflessione teologica.
Lo scorso 11 aprile, nel contesto della rassegna Francesco ha gli occhi tuoi – un itinerario di dodici sabati ad Assisi dedicati all’attualità del pensiero francescano – il Rettore Elena Beccalli ha partecipato al dibattito dal titolo Francesco e l’economia presso l’auditorium della Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, a pochi passi dalla Porziuncola. Un incontro che ha messo in luce come la scelta radicale della povertà di Francesco possa essere fonte di ispirazione per un’economia orientata al bene comune, fondata sulla fiducia e sulla relazione, come alternativa alla sola logica dell’accumulo.
Il 4 maggio la sede milanese dell’Università Cattolica ha ospitato padre Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, che ha raccontato la straordinaria esperienza dell’ostensione del corpo del Poverello, svoltasi ad Assisi dal 22 febbraio al 22 marzo: trecentosettantamila pellegrini in un solo mese, in quella che padre Moroni stesso ha definito «non una venerazione di reliquie, ma il riconoscimento dell’opera di Dio in quel corpo».
Qualche giorno dopo, l’11 maggio, si è tenuta, nella Sala Negri da Oleggio, la presentazione del volume La semplicità del Vangelo. San Francesco: l’uomo totalmente riconciliato (Vita e Pensiero, 2026), curato da Maddalena Colli, Barbara Pandolfi e fra Carmine Giovanni Ferrara. Un libro che costruisce – per riprendere le parole di fra Massimo Fusarelli nella prefazione al testo – un «ponte generazionale» tra il settimo e l’ottavo centenario francescano, e che mostra come ogni generazione legga i propri santi a partire dalle proprie domande.
Il Rettore Beccalli, con un capitolo dedicato allo stile educativo di Francesco, ha tracciato un filo diretto tra il Poverello e la missione dell’Ateneo: una pedagogia «fondata sull’esempio, materna e orizzontale, basata sulla cura della persona e su un’autorità intesa come servizio».
Il 13 maggio, infine, si è tenuto il seminario La scuola francescana medievale: itinerari di sapere e libertà (presso l’aula San Carlo), con gli interventi di Ernesto Dezza del Pontificio Ateneo Antonianum, di Roberto Limonta dell’Università degli Studi di Salerno e di Paola Müller dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un percorso attraverso i grandi temi del pensiero francescano medievale: l’onnipotenza, la libertà, il rapporto tra sapere e fede.
Gli eventi previsti in onore di san Francesco sono ben lungi dall’esaurirsi. Nel loro definirsi in maniere varie e sfaccettate, colpisce il filo rosso che collega ogni iniziativa pensata in occasione dell’Anno Giubilare Francescano, cioè la pace, come emerge dalle parole che Papa Leone XIV ha rivolto ai ministri generali della famiglia francescana, e che si possono leggere sui pannelli che si trovano in largo Gemelli: «La sua vita indica la fonte autentica della pace: la pace con Dio, la pace tra gli uomini e la pace con il creato sono dimensioni inseparabili di un unico appello alla riconciliazione universale».
«L’augurio», per concludere con un pensiero di fra Carmine Giovanni Ferrara, «è che quest’Anno giubilare possa essere, per l’Università Cattolica e per il mondo intero, non solo occasione per “studiare” Francesco e apprezzarne la santità, ma anche pungolo a una conversione profonda del cuore e opportunità di ritorno a Dio, perché è dalla pace con Dio che dipende la pace tra noi e con il creato».
[Si ringrazia, per il prezioso supporto alla stesura dell’articolo, fra Carmine Giovanni Ferrara.]

