Comunicazione

Per modo di dire

Modi di dire, detti e citazioni rendono discorsi, conversazioni e slogan più interessanti ma sono, come molti altri espedienti, da utilizzare con un certo criterio e qualche attenzione, possibilmente, alle fonti.

«Mens sana in corpore sano» è un detto utilizzato ancora abbastanza spesso, perlopiù in latinorum, per sottolineare l’importanza – peraltro verissima – dell’esercizio fisico legato al benessere mentale, ma ancora più frequentemente in appoggio a teorie più estreme (ad esempio l’esercizio fisico come condizione indispensabile per l’efficienza mentale, e in qualche caso anche per quella spirituale).
La frase, assunta a motto da parecchie società sportive, fu utilizzata massicciamente dalla propaganda fascista che si richiamava a valori più o meno greco-romani, o venduti come tali, di vigore, disciplina e potenza, accanto a quelli del «libro e moschetto».
Ma l’origine è in verità un po’ diversa: quando il poeta latino Decimo Giunio Giovenale (I-II sec. d.C.), in una severa Satira (la decima, al v. 356), meno acida tra le sue, ma ugualmente sferzante, la utilizzò, non pensava affatto alla forza atletica; si scagliava in effetti contro coloro che desiderano il successo e il futuro pieno di cose, insistendo sul fatto che piuttosto che un corpo perfetto ciò che conta è soprattutto «un’anima forte», per la quale bisogna pregare gli dei.
Tanto per fare un altro esempio, evidenziato da Giuliano Zanchi, la famosa frase «la bellezza salverà il mondo» ha nell’originale dostoevskijano del romanzo L’idiota un punto interrogativo («Quale bellezza salverà il mondo?») che ne cambia profondamente il senso, chiamando in causa la questione del riscatto del mondo, ben lontano da un ideale estetico.

Gli esempi di decontestualizzazione potrebbero moltiplicarsi, da Machiavelli (col famosissimo «il fine giustifica i mezzi», che peraltro non si trova, in questi termini, da nessuna parte) a Osho, spesso anche con attribuzioni che si limitano a un generico «cit.», col pericolo che volendo dire una cosa si finisca per affermarne un’altra, addirittura senza saperlo, del tutto opposta.

È forse questa, in fondo, la lezione di Giovenale applicata alla Comunicazione, agli slogan e alla moda di richiamarsi a detti e sentenze: di non voler chiedere troppo alle parole altrui (e se è per questo neppure alle proprie), ma di fare in modo, sempre, che vengano utilizzate almeno con la giusta consapevolezza.

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