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Lettori in trasformazione: meno libri, più storie e serie TV

I dati AIE 2025 raccontano un’editoria in evoluzione. Sta crescendo la narrativa di genere, calando la saggistica e lo schermo sta diventando in maniera inaspettata un alleato del libro. Un ecosistema in evoluzione e non per forza in declino.

Il 2025 non è stato un anno roseo per l’editoria, le cui le novità hanno dovuto fare i conti con un mercato già in crisi e in faticosa ripresa. Tuttavia le indagini AIE (Associazione Italiana Editori) sui gusti e le abitudini delle lettrici e dei lettori pubblicate lo scorso maggio dal «Giornale della libreria» e presentate al Salone del libro di Torino restituiscono uno scenario tutt’altro che stagnante. I dati fotografano infatti una situazione in evoluzione che rimanda a nuove modalità di apprendimento e costruzione dell’immaginario collettivo, che non sono altro che un nuovo modo delle lettrici e dei lettori di rapportarsi con il sapere.

Sempre meno saggistica e più narrativa, soprattutto di genere

Tra il 2017 e il 2025 il mercato editoriale ha assistito a un progressivo stacco tra le vendite di libri di saggistica e narrativa: «Oltre 230 milioni in più di spesa per i generi narrativi, contro i soli 46 milioni per la “non fiction generale”», secondo lo studio dell’AIE sui dati NIQ BookData.
Parallelamente è stato registrato un aumento sul web o in TV di contenuti “tutorial” o di format dedicati al food, al benessere e al fai dai te. La sempre più sottile quota di mercato dei libri di saggistica è popolata principalmente da titoli di politica e attualità, insieme a fenomeni isolati legati a personalità come Alessandro Barbero, Alberto Angela o Aldo Cazzullo.
Di contro, hanno preso piede le nuove forme di narrativa come fumetto (in particolare il fenomeno di Pera Toons), graphic novel, manga, insieme ai romance e alla narrativa per l’infanzia. A spopolare nelle classifiche è in ogni caso la narrativa di genere e in particolare i romanzi rosa e i gialli, che puntano molto sulla serialità e sulla fidelizzazione del pubblico di lettrici e lettori.

Pagina e schermo: nemici o alleati?

Accanto al dibattitto sulla pervasività dei media che hanno contribuito a generare una cultura dell’immediatezza e iperstimolazione di cui si è occupato anche Leone XIV nell’ultima enciclica Magnifica Humanitas, una ricerca commissionata da Netflix e realizzata NIQ BookData ha rilevato una forte corrispondenza tra consumo di prodotti audiovisivi e acquisti di libri. Pare infatti che serie TV e film intervengano in maniera diretta sul comportamento di lettrici e lettori, influenzandone il consumo, i processi di scoperta e le modalità di fruizione.
Se le librerie si confermano come primi canali per le novità, è emerso che lettrici e lettori vengono sempre più guidati da film e serie TV a discapito del passaparola. In che modo? Lo schermo attiva l’interesse del pubblico mantenendolo vivo nel tempo; in alcuni casi per quasi un anno. I titoli su cui il pubblico focalizza la propria attenzione sono generalmente quelli già in catalogo e quindi l’audiovisivo non è tanto una leva promozionale delle novità, quanto un agente che riattiva il patrimonio editoriale esistente. Per esempio sono tornati in auge, grazie a una miniserie TV e a TikTok Le notti bianche di Dostoevskij e Il conte di Montecristo di Dumas.
Il genere maggiormente coinvolto da questo fenomeno è il romance, seguito dalla narrativa moderna, dal fantasy, dalla fantascienza, dal thriller e dal giallo. Le serie TV sono quelle che attivano i percorsi di scoperta in tempi più prolungati, proprio per la loro natura seriale. Le ragioni di questa corrispondenza tra pagina e schermo sono diverse: chi vuole scoprire la differenza tra il libro e il suo adattamento, chi vuole approfondire trame e personaggi e chi vuole semplicemente prolungare la propria permanenza in un universo narrativo.

I numeri AIE restituiscono uno scenario in cui le persone non hanno smesso di leggere, ma continuano a farlo spinte da uno schermo, attratte da una saga, o rimanendo fedeli a un genere. A essere in crisi sono alcuni settori dell’editoria, che stanno però lasciando spazio a nuovi generi, forme e dinamiche che sono nel mezzo di una profonda evoluzione.

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