Conoscere, comunicare, condividere la scienza dell’alimentazione
Una riflessione del professor Miggiano sulle nuove sfide imposte alla scienza dell’alimentazione, ma anche sull’opportunità di ripensare l’accesso a cibi sani attraverso politiche e interventi innovativi. Una comunicazione scientifica chiara e multidisciplinare è essenziale per contrastare la disinformazione e guidare cittadini e pazienti verso scelte alimentari più consapevoli.
Futuro: fra sfide e opportunità
Il XXI secolo presenta sfide significative per la nutrizione e la salute pubblica, ma offre anche molte opportunità. Tra le sfide più evidenti figurano il cambiamento climatico e il suo impatto sull’agricoltura e sulla produzione alimentare, la sicurezza alimentare a lungo termine, l’applicazione di accordi internazionali di libero scambio di merci e derrate alimentari e la crescente epidemia di obesità e malattie croniche correlate. Queste problematiche non sono scollegate. La sfida è quella di allineare meglio, a livello mondiale, l’approvvigionamento alimentare ai principi della sana alimentazione: attualmente sembra purtroppo che ci si stia muovendo verso una opposta direzione. Una scienza di alta qualità potrebbe essere di aiuto.
Conoscere la scienza
Stanno emergendo sempre più prove sui problemi di salute associati al consumo eccessivo di zuccheri, in particolare in relazione a insulinoresistenza, fegato grasso, obesità e diabete di tipo 2, ecc. Nell’affrontare seriamente il problema dell’obesità e il diabete di tipo 2, la salute materna e infantile dovrà avere la massima priorità, al fine di attuare in maniera precoce la loro prevenzione primaria. Sono da prevedere perciò programmi innovativi per rendere il cibo sano più disponibile e accessibile, in particolare nelle popolazioni svantaggiate. Non sono per questo da escludere come un “investimento nel futuro” conveniente il ricorso a sussidi e tasse, e forse anche all’integrazione delle prescrizioni di alimenti sani e minimamente trasformati nel sistema di assistenza primaria.
Comunicare e condividere la scienza
Nel comunicare la scienza si assiste purtroppo (nella pratica e sui social) all’azione di alcuni cosiddetti “esperti” nel campo dell’alimentazione, che provano a screditare le indicazioni basate su evidenze scientifiche e studi documentati. Anche per tali motivi i consumatori (e anche i pazienti) rimangono nell’incertezza e nella confusione su quali alimenti scegliere e privilegiare. Di conseguenza molti soggetti possono diventare scettici e non sapere a chi affidarsi veramente per i consigli in questo campo.
Per questo si prevede di poter ricorrere a nuove tecnologie che facciano conoscere le nostre potenzialità, estendendo le competenze anche ai pazienti più vulnerabili o ai soggetti che vivono ai margini della società in quanto soli, con ridotte risorse socioeconomiche, problemi di lingua, ecc. Per raggiungere tale scopo è necessario che anche i professionisti della scienza dell’alimentazione e della nutrizione, se vogliono coinvolgere di più i soggetti e indirizzarli a un vero cambiamento nei loro comportamenti, lavorino in gruppi multidisciplinari e multiprofessionali per far fronte ai distinti problemi che si devono risolvere.
[immagine a corredo: Maternità, Fernando Botero (Madrid)]

