A Milano i tesori dell’Ambrosiana aperti per Collegi e Residenze
Grazie a un accordo tra la Veneranda Biblioteca Ambrosiana e l’Università Cattolica per il tramite di EDUCatt gli ospiti dei Collegi e delle Residenze dell’Università Cattolica potranno accedere gratuitamente ai tesori conservati alla Pinacoteca Ambrosiana collocata nel cuore di Milano.
Se sei uno studente dell’Università Cattolica di qualsiasi sede domiciliato presso un collegio o una residenza gestita da EDUCatt di qualsiasi città, da oggi e per l’avvenire – e sembra davvero che per ora l’avvenire della veneranda istituzione non debba conoscere tramonto – potrai accedere gratuitamente ai tesori custoditi nel museo più antico, e quindi venerando, di Milano.
Grazie a una intesa fra Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Università Cattolica, Fondazione EDUCatt ai collegiali sarà offerto un viaggio speciale attraverso Il Musico di Leonardo, la Canestra di frutta di Caravaggio, il Cartone preparatorio per la Scuola di Atene di Raffaello, l’Adorazione dei Magi di Tiziano, la Madonna del Padiglione di Botticelli e gli splendidi Vasi di fiori di Jan Brueghel e tanti altri lavori rinascimentali, del Seicento e del Settecento lombardi e un notevole nucleo di autori ottocenteschi e di primo Novecento.
Senza trascurare peraltro i pittori fiamminghi, autentica passione del cardinale Federigo.
Inoltre, dal 26 febbraio al 5 maggio 2026, nelle sale 2 e 3 della Pinacoteca Ambrosiana, sarà possibile ammirare la mostra “Il fascino degli autografi” a cura del viceprefetto e dottore ambrosiano mons. Francesco Braschi: è l’occasione di incontrare direttamente San Tommaso d’Aquino, Lucrezia Borgia e Pietro Bembo, Ludovico Ariosto, Michelangelo, Galileo Galilei, peraltro amico di Federigo, Ugo Foscolo, Napoleone Bonaparte, Alessandro Manzoni, Gabriele d’Annunzio, Giuseppe Verdi attraverso «lo specchio dell’anima» della loro più intima scrittura a mano, come dichiara Braschi.
Inaugurata l’8 dicembre del 1609, in un’«età sudicia e sfarzosa», «questa biblioteca ambrosiana, che Federigo ideò con sì animosa lautezza» (I promessi sposi, cap. XXII) comprende la pinacoteca, attiva dal 1618, e la cripta del Santo Sepolcro, costruita dal 1030.
Leonardo da Vinci, che trascorse quasi vent’anni a Milano alla corte di Ludovico il Moro, la visitò personalmente: in Ambrosiana, tra le pagine del Codice Atlantico, si conserva la mappa della città di Milano su cui Leonardo disegnò un quadratino che indicava per l’appunto la chiesa di San Sepolcro, il vero mezzo di Milano, cioè il vero centro della città.
Il cielo stellato dipinto sulle volte poi, arricchito da una decorazione a rosette, si ispira forse alla decorazione originaria del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
A ragion veduta Carlo Borromeo, cardinale cugino prodigioso del fondatore dell’Ambrosiana, minore di lui di vent’anni, la elesse a suo luogo di preghiera preferito.
«Ma pensate che generoso, che giudizioso, che benevolo, che perseverante amatore del miglioramento umano, dovess’essere colui che volle una tal cosa, la volle in quella maniera, e l’eseguì, in mezzo a quell’ignorantaggine, a quell’inerzia, e quell’antipatia generale per ogni applicazione studiosa, e per conseguenza in mezzo ai cos’importa? e c’era altro da pensare? e che bell’ invenzione! e mancava anche questa, e non c’è budget, e simili!» Così (più o meno) diceva Manzoni non potendo non lodare il maraviglioso cardinale Federigo.
Questa visita ha davvero «l’utile per iscopo, il vero per oggetto e l’interessante per mezzo» – per citare ancora il Manzoni della Lettera sul Romanticismo.
Per accedere ai tesori dell’Ambrosiana basta ritirare il tagliando presso la reception del collegio o della residenza in cui si è domiciliati, muovere dalla vicina università seguendo l’antico tracciato romano e consegnarlo alla portineria della Pinacoteca presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Piazza Pio XI 2, Milano.

