In EDUCatt

La cura degli spazi condivisi (e il rispetto delle persone attorno a noi)

Negli ambienti condivisi dell’Università Cattolica – mense, sale studio, aree break – valori come rispetto, cura e gentilezza possono e devono prendere forma attraverso piccoli gesti quotidiani. Attenzioni minime che, se moltiplicate, rendono gli spazi comuni più accoglienti e vivibili per tutti.

Nel contesto della comunità universitaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ricorrono spesso parole come “rispetto”, “cura”, “gentilezza”, “educazione”. Ma una comunità prende davvero forma quando quei valori diventano azioni quotidiane, capaci di migliorare l’esperienza di tutti. Con la campagna Dai forma alle parole, lanciata qualche mese fa e presente negli ambienti condivisi dell’ateneo, la Fondazione EDUCatt ha voluto dare un significato concreto a termini che non sono astratti, ma anzi si possono – e devono – trasformare in comportamenti semplici, alla portata di ciascuno.

Ogni giorno migliaia di studenti e studentesse, insieme a docenti e personale, vivono gli spazi messi a disposizione da EDUCatt: le mense, le sale studio, le aree break, gli ambienti dedicati alla pausa e alla convivialità. Luoghi pensati per accompagnare la vita universitaria in tutte le sue dimensioni – lo studio, l’incontro, il benessere – e che acquistano valore proprio perché sono condivisi. Negli ultimi anni questi servizi si sono evoluti con l’intento di rispondere sempre meglio alle esigenze della comunità universitaria: spazi rinnovati, nuovi ambienti per lo studio, un’offerta di ristorazione sempre più attenta alla qualità e al benessere, luoghi progettati per essere vissuti durante l’intera giornata. Opportunità che esprimono tutto il loro valore quando ciascuno contribuisce a conservarle.

campagna Dai forma alle parole

Per questo prendersi cura degli spazi significa, prima di tutto, prendersi cura delle persone che li utilizzeranno dopo di noi. Del resto, a nessuno piace trovare una stanza con delle scritte sui muri, mozziconi di sigaretta per terra o sul tavolo, uno spazio comune lasciato in disordine, arredi danneggiati o ambienti in cui il comportamento anche solo di una persona rende meno piacevole l’esperienza di tutti.
La qualità degli spazi condivisi dipende anche da piccole attenzioni quotidiane. Lasciare un tavolo in ordine dopo il pranzo, riporre correttamente il vassoio, utilizzare con attenzione arredi e attrezzature, mantenere puliti gli ambienti comuni, abbassare il tono della voce nelle aree studio, differenziare correttamente i rifiuti o evitare sprechi di acqua ed energia sono gesti semplici, che impiegano al massimo qualche secondo, e che però possono fare la differenza per chi condivide i medesimi luoghi.

Sono azioni che parlano di gentilezza, quando rendono più piacevole l’esperienza di chi arriverà dopo; di rispetto, quando evidenziano che gli spazi comuni appartengono a tutti; di cura, quando preservano ambienti e attrezzature affinché possano continuare a essere utilizzati nel tempo; di educazione, quando trasformano le buone maniere in responsabilità condivisa.

La qualità della vita universitaria non dipende soltanto dai servizi che vengono messi a disposizione, ma anche dall’attenzione con cui ciascuno sceglie di viverli. Costruire una comunità significa proprio questo: riconoscere che ogni gesto, anche il più piccolo, produce un effetto sugli altri e contribuisce a creare ambienti più accoglienti, funzionali e piacevoli per tutti.

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