Focus

Dare voce alla comunità per un dialogo alla guida dell’innovazione

Il dialogo con gli stakeholder è essenziale per migliorare i servizi. Indagini quantitative e qualitative, come questionari, interviste e focus group, sono strumenti per raccogliere bisogni e percezioni della comunità universitaria, orientando interventi mirati per un welfare universitario più efficace e sostenibile.

Per tutte le realtà che erogano servizi alla comunità, instaurare un dialogo costante e trasparente con i propri stakeholder è ormai un’esigenza imprescindibile. In ambito universitario, dove convivono esigenze differenti – studenti, personale, docenti, famiglie – la capacità di ascoltare i bisogni, monitorare la soddisfazione e raccogliere suggerimenti diventa una leva strategica per migliorare la qualità dei servizi e per costruire ambienti di studio e di vita sempre più inclusivi, sostenibili e attenti al benessere dell’intera comunità.
Aprire un canale di ascolto strutturato significa scegliere strumenti affidabili che permettano di cogliere tanto la visione d’insieme quanto le sfumature delle esperienze personali. È qui che entrano in gioco i metodi di indagine, che attraverso questionari, interviste o focus group hanno lo scopo di intercettare i bisogni specifici della propria comunità.

Metodi di indagine: strumenti per attivare il dialogo

Ogni strumento di indagine viene scelto e costruito sulla base degli obiettivi di chi utilizzerà l’analisi, quali decisioni dovrà orientare e quale target ha necessità di coinvolgere. Queste premesse, se ben chiare, determineranno la qualità dei risultati.
Le modalità di raccolta dei dati possono essere quantitative o qualitative.
Le indagini quantitative si basano solitamente su campioni ampi e mirano a misurare variabili e a verificare ipotesi attraverso analisi statistiche. Offrono una visione d’insieme su dati raccolti, come per esempio il questionario che permette di raggiungere rapidamente un numero elevato di partecipanti, pur senza approfondire nel dettaglio le esperienze individuali.
Le indagini qualitative, invece, lavorano con campioni più ristretti e mirano a far emergere motivazioni, vissuti, rappresentazioni e opinioni complesse. Tra gli strumenti più diffusi vi sono i le interviste e i focus group, gruppi di discussione guidati da un moderatore su un dato argomento allo scopo di raccogliere dati approfonditi, espressione del pensiero del gruppo. In particolare, questo strumento di ricerca incoraggia i/le partecipanti ad articolare le proprie idee in base a quello che viene condiviso in gruppo e consente di osservare, dinamicamente, la costruzione di significati e rappresentazioni collettive.

Questi due approcci non sono in contrapposizione, ma, al contrario, si integrano e completano. I focus group permettono, per esempio, di far emergere i “temi caldi” che possono poi essere estesi e quantificati tramite un questionario. Viceversa, un’indagine quantitativa può far emergere spunti da approfondire successivamente in un confronto più diretto e qualitativo. È oggi molto diffusa la pratica di condurre ricerche mixed method, ossia con metodi misti che prevedono una combinazione intenzionale e pianificata di metodi di raccolta e analisi dati propri dell’approccio qualitativo e quantitativo all’interno dello stesso disegno di ricerca. Questa tipologia contempla un approccio pragmatico sostenendo che l’utilizzo integrato di diversi metodi consente di dare una risposta più completa, rispetto all’utilizzo dell’uno o dell’altro metodo, alle domande di ricerca.

Un’indagine efficace, però, richiede alcune accortezze. È fondamentale ricordare che ogni rilevazione rappresenta una “fotografia del momento” e che la formulazione delle domande deve essere il più possibile chiara e precisa per limitare bias e distorsioni interpretative. Ad ogni modo, il coinvolgimento attivo della comunità – che nel caso universitario è perlopiù rappresentata dagli studenti – è un elemento chiave per garantire un progetto realmente condiviso, capace di generare valore e orientare le proprie azioni sulla base di bisogni reali e concreti.

Il progetto LIFE: ascolto, analisi e innovazione per il welfare universitario

In questo scenario si inserisce il lavoro del gruppo LIFE – Lightening Innovations for Empowerment, che dal 2017 conduce indagini sistematiche sulla soddisfazione dei diversi stakeholder della Fondazione EDUCatt. Il gruppo utilizza da anni strumenti come survey online, focus group e interviste per raccogliere opinioni, monitorare la qualità dei servizi e orientare gli interventi volti al miglioramento del welfare universitario.
I focus group nascono in particolare dall’esigenza di aggiungere una maggiore profondità qualitativa all’interpretazione dei dati quantitativi raccolti in passato. Gli obiettivi di partenza sono stati:

  • indagare la percezione degli stakeholder rispetto ai progetti e i servizi di EDUCatt;
  • comprendere il livello di soddisfazione nei confronti dei servizi offerti;
  • analizzare gli effetti concreti dei progetti e delle iniziative sulla comunità universitaria.

Accanto ai focus group, LIFE realizza anche interviste e indagini mirate su singoli servizi. Tra le attività in corso figurano, ad esempio, le interviste attualmente in corso sul servizio mensa a Piacenza, che mirano a comprendere più da vicino l’esperienza quotidiana degli utenti e a raccogliere suggerimenti utili per orientare miglioramenti futuri.
Il valore del progetto LIFE risiede nella sua capacità di trasformare il dialogo con gli stakeholder in uno strumento permanente di innovazione. Attraverso un ascolto strutturato e partecipato, LIFE contribuisce a costruire un ambiente universitario più attento al benessere, alla qualità della vita e alla sostenibilità, rafforzando il legame tra la comunità studentesca e l’istituzione che la accoglie.

*Per la stesura di questo articolo si ringrazia il prezioso supporto della professoressa Elena Marta, presidente di EDUCatt, e di Micaela Giamporcaro e Michela Da Boit, psicologhe responsabili dei focus group interni al progetto LIFE.

L’immagine in copertina è di Boutros Sayegh per EDUCatt.

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